|
| I saldi a Senise?Per alcuni "troppo presto", per altri "come un anno fa" |
|---|
5/01/2010 |
| “Perché comprare un capo d’abbigliamento il 29 dicembre quando lo si può avere a metà prezzo dopo 3 giorni?”. E’ la domanda (legittima) che il cliente si pone se, a ridosso del periodo natalizio, basta attendere pochi giorni e subito arrivano i saldi. Ma cosa pensano i commercianti?
“E’ ancora presto per fare un’analisi sui saldi- spiega Aldo Cataldi, titolare di un negozio di calzature in corso Vittorio Emanuele a Senise- l’unica cosa che si può dire è che sostanzialmente l’affluenza è invariata rispetto all’anno scorso. Il calo, invece, c’è stato per le vendite pre-natalizie, che sono diminuite di circa il 20 per cento rispetto al 2008. Finora ho venduto soprattutto articoli molto pratici, poche calzature più ricercate, ancora meno gli stivali. Il cliente che entra nel negozio spende in media non più di 100 euro in totale. Penso che il calo sia dovuto al fatto che, per il secondo anno consecutivo, i saldi arrivano troppo presto”. Saldi di inizio, più che di fine stagione, come dice qualcuno. “Le lunghe file che vediamo nelle grandi città nei servizi dei telegiornali- dice Stefano Sarubbi, per il primo anno titolare di un negozio che vende articoli sportivi nel centro commerciale di Senise- qui ce le sogniamo. Le vendite sono state poche, sono aumentate tra il 20 e il 24 dicembre e, comunque, il cliente entra per fare acquisti precisi e chi viene qui perché ancora non sa cosa comprare il più delle volte esce a mani vuote. Il massimo della spesa media? Non più di 80 o 100 euro”. “Finora la gente- fa notare- non ha sentito l’esigenza di acquistare giacche, guanti, cappelli e tutto quello che vendiamo di invernale, perché il clima non lo ha reso necessario. Ora che arriva la neve, ci sono i saldi”.
“Nel nostro territorio- dice Antonio Marcone, che gestisce un negozio di abbigliamento in due diversi punti vendita a Senise- andare fuori paese e fuori regione per fare acquisti che, magari, sarebbe possibile fare anche qui, è un diversivo, uno svago. Questo, naturalmente, sottrae opportunità economiche ai locali, ma è un dato di fatto. Per quanto mi riguarda io conto su una clientela conosciuta. Ad oggi posso dire che noto una situazione pressoché invariata rispetto all’anno scorso, del resto nella nostra area non si sono verificati avvenimenti eclatanti che hanno scombussolato l’economia interna. Sicuramente c’è da dire che la gente acquista in maniera mirata, ma anche perché i bisogni sono cambiati e forse ci si rivolge ad altri settori di acquisto, come, ad esempio, le nuove tecnologie”.
Mariapaola Vergallito
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |