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| Episcopia: la sala consiliare intitolata ad Antonio Frabasile |
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3/01/2010 |
| Il Comune di Episcopia prossimamente intitolerà la sala consiliare ad uno dei personaggi illustri del Parco del Pollino, Antonio Frabasile. Lo rende noto, con un comunicato, il sindaco Biagio Costanzo, che descrive anche in amniera dettagliata la figura e l'operato di Frabasile.
Antonio Frabasile nacque il 28 gennaio del 1854 ad Episcopia, nell’omonimo palazzo nobiliare tuttora esistente , e compi’ il corso della sua vita mortale, che fu avventurosa e luminosa, in Napoli il 31 marzo del 1927.
La sua personalita’ e’stata una delle piu’ rappresentative e costruttive che siano apparse nella nostra Provincia: nobile di sangue e di animo, forte di ingegno , poliglotta formidabile , umanista perfetto oltre che filosofo e poeta, fu anche storico , scrittore, traduttore e patriota integerrimo.
Egli era primogenito del Duca di Castelsaraceno e Marchese di Garaguso ed aveva ereditato il titolo di Barone di Agromonte.
E’ interessante notare i grandi natali della famiglia Frabasile di Episcopia, che e’ stata senza dubbio una delle piu’ illustri della nostra Regione.
Il capostipite della nobile casata fu Antonio Basile o BASILIS ( 1054-1143) che per le sue virtu’ civili e militari fu nominato dall’Imperatore di Bisanzio Giovanni II, Governatore civile della contea di Lucania.
Segue un altro Antonio Basile ( 1130-1215) che l’Imperatore Emanuele I nomino’ Barone di Cerda. Nel 1202 un Angelo Basilis, come condottiero, partecipo’ alla crociata indetta da papa Innocenzo III in terra santa; nel 1381 Carlo III di Durazzo manda un Antonio Basile Ambasciatore dal Papa a Roma. Re Ladislao di Napoli conferisce alla nobile famiglia lucana nel 1408, insignendone tale Angelo Basile ( 1375-1451) il titolo ereditario di Marchesi di Garaguso.
Re Alfonso I d’Aragona concede ai Basile il titolo di Duchi di Castelsaraceno ( 1403), ad un altro Antonio Basile e’ nominato dal sommo Pontefice , nel 1455, Gran maestro di Rodi.
Crescendo le benemerenze della famiglia , cosi’ Papi e Sovrani facevano a gara per accrescere il lustro ed i titoli della famiglia, che, ininterrottamente, per secoli, genera uomini di gran valore e di grande dottrina, letterati e guerrieri, persone di pensiero e di azione, diplomatici ed ecclesiastici, molti dei quali dimoranti presso il Palazzo gentilizio in Episcopia.
Nel 1567 , Papa Pio V nomina un Antonio Basilis (1529-1611) Barone di Agromonte.
Nel 1622 avviene il mutamento attuale nel cognome della illustre famiglia lucana: muore il Cardinale dei Benedettini Francesco Basile ed al casato dei Basilis si premette il FRA, in omaggio al defunto Principe della Chiesa.
Da allora i Basile divengono Frabasile e le fortune familiari crescono ancora: Carlo III di Spagna insignisce la famiglia del Principato di Moliterno nel 1720 e da questa data gli interessi familiari principali si spostano da Episcopia alla cittadina della Val d’Agri; Ferdinando IV delle due Sicilie nel 1824 conferisce ai Frabasile il titolo ulteriore di Duchi di Pietrapertosa.
L’epopea rivoluzionaria italiana trova nella famiglia Frabasile i piu’ convinti e ferventi assertori dell’unita’ della Patria : Angelo Frabasile ( 1822-1910), padre di Antonio, e’ garibaldino dei Mille della impresa leggendaria. Lo stesso Garibaldi fece visita in Basilicata al suddetto Angelo ed il figlio Antonio, ancora fanciullo, fuggi’addirittura di casa, per seguire il liberatore alla sua partenza: ma fu ricondotto subito alla casa paterna, nella quale inizio’ la sua formzione in una atmosfera austera ma di grande dottrina.
Effettuo’ i suoi studi regolari al Liceo “Tasso “ di Salerno, ove si iscrisse nel 1861; nel settembre 1873 consegui’ presso l’Universita’ di Napoli la Laurea in lettere e filosofia ed ogni anno venne encomiato per il suo straordinario profitto con medaglie d’oro e pubblici elogi dai vari Docenti.
Dall’aprile 1873 e’ interprete di paleografia e diplomatica presso gli archivi di Stato partenopei e, contemporaneamente Professore di lettere greche e latine nel Liceo Napoletano Cristoforo Colombo.
Nel 1874 si reca in Grecia attrattovi dal fascino del classico ed ivi insegna ad Atene e fino al 1889 e’ professore di lingue nel Regio collegio “ Varvakion” della capitale greca. Gli ateniesi lo considerano un saggio e lo circondano di stima ed ammirazione. Insegna lingue antiche e moderne a tutto il Corpo diplomatico delle Potenze straniere ad Atene, dalla legazione britannica, a quella dell’impero austriaco, alla delegazione imperiale germanica , a quella Ottomana, a quella degli Stati Uniti.
Dalle legazioni diplomatiche passa ai Sovrani ed e’ nominato professore di lingue della regina Olga di Grecia. Dal 1879 al 1885 e’ membro della Commissione concorsi per la nomina dei Professori nelle scuole elleniche. Diviene dal 1879 al 1885 fondatore e direttore del maggiore quotidiano politico greco “ Akropolis” ed il governo greco lo nomina per meriti speciali bibliotecario e recensore della Biblioteca nazionale di Atene, oltre che traduttore generale alla suprema Corte ateniese.
Ritornato in patria e nella Basilicata natia, fonda e dirige dal 1892 al 1894 il collegio “Petruccelli” a Moliterno. Dal 1894 insegna lingue classiche nel collegio “Pellico” di Viggiano.
L’inquietudine geniale del suo spirito lo porta nel 1900 negli Stati Uniti d’America,dove a New York dirige “l’Araldo italiano” nobile organo di italianita’; dal 1902 al 1903 e’ professore di inglese per gli stranieri di New york, nonche’ bibliotecario e recensore ufficiale in quella citta’.
Sulla fine del 1904 diviene traduttore ufficiale della compagnia poliglotta PARK Row, mantenendo l’insigne incarico sino al 1926.
Il suo patriottismo italiano s’impone all’ammirazione degli americani, specialmente durante la grande guerra ed il nostro Ministero degli esteri lo nomina conferenziere ufficiale per la propaganda italiana in America nonche’ interprete ufficiale delle Corti di giustizia di New York.
Antonio Frabasile ha lasciato una collana numerosa di volumi, in varie lingue classiche e moderne, in cui si occupa di storia , di politica, di letteratura, di arti, a testimonianza delle quali si riporta il seguente brano della “Gazzetta ufficiale” di Grecia, datato 10 settembre 1879: “ La Camera dei deputati dichiara le opere del Professor A. Frabasile sulla letteratura e sulla Storia della Grecia essere di valore NAZIONALE e, per questo, decreta che esse vengano pubblicate a spese dello Stato”.
Il RE Giorgio di Grecia volle personalmente esprimere al Frabasile il suo regale compiacimento e lo ricevette affettuosamente, da pari a pari, alla Reggia di Atene il 15 novembre 1879, decorandolo dell’ordine reale del Salvatore per “eminenti servigi resi alla letteratura, alla lingua, alla storia di Grecia, tanto antiche quanto moderne”.
Il grande scrittore americano Tarkington, cosi’ scriveva di lui “ il mio caro amico Antonio Frabasile conosce a fondo tutte le lingue ed i dialetti che esistono…e domani tutte le potrebbe insegnare”.
I trionfi della sua vita furono immensi, di ordine sia morale che ideale. Era un lavoratore indefesso, pensava e produceva a velocita’ stupefacente. Aveva tutti i caratteri della genialita’. Ricordava di lui il celebre poeta spagnolo Calderon de la Barca , che tradusse con perfezione, in una sola notte, dal greco all’italiano il dramma in 5 atti “Galatea”.
I maggiori uomini di cultura del tempo che fu suo, lo ebbero in grande stima e ne cercarono l’amicizia, tra essi Giovanni Bovio, Teodoro Mommsen, il Minervini, Giovanni Verga, Francesco De Sanctis.
Questo genio italo-ellenico, rinnovellando in se’ tutte le virtu’ della sua stirpe familiare millenaria, ha cinto di gloria il suo nome e quello della sua vecchia e gloriosa terra di Basilicata, lasciando la vita terrena, schiantato da un male improvviso, nell’anno 1927, compianto dalla moglie Contessa Giuseppina di Castelvecchio Frabasile, che fu una Bonaparte , che ne e’ stata compagna eletta e diletta.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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