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Michele La Sala e Alfio Sorbello in mostra presso “Galleria 25” a Venosa

1/01/2010



Si susseguono una dopo l’altra ormai da oltre un mese le esposizioni nella “Galleria 25” di Venosa, che propone ad appassionati e curiosi, lucani e non, importanti nomi del panorama artistico contemporaneo nell’ambito della pittura. Con il nuovo anno è in programma l’apertura di una nuova bipersonale, dedicata questa volta agli artisti Alfio Sorbello e Michele La Sala. Il vernissage della mostra si terrà sabato 2 gennaio alle ore 19.00, con la presenza in galleria di uno dei due autori, il maestro Michele La Sala. Come in occasione delle precedenti inaugurazioni, verrà organizzato all’interno degli spazi espositivi un “Aperitivo con l’artista”, divenuto una piacevole costante di “Galleria 25”, che permette di avvicinare i fruitori dell’arte agli artisti, in un ambiente sobrio, ma accogliente.
Il paesaggista Michele La Sala cerca i motivi ispiratori della sua pittura nella bellezza della sua terra, il Gargano, catturando la natura con tutte le sue vibrazioni. La sua arte, che si offre al pubblico senza bisogno di particolari chiavi di lettura, riproduce sulla tela colori che vanno dal celeste al verde intenso, con ricche pennellate di rosa acceso che evocano romantici tramonti o nascenti primavere. Sono immagini, quelle di La Sala, dai richiami vangoghiani, che immergono l’osservatore in un’atmosfera bucolica, dove è il silenzio a regnare. Anche le nature morte sono rappresentative della sua pittura fresca e spontanea, lontana dai canoni dell’arte contemporanea e proiettata prevalentemente all’appagamento del proprio istinto artistico.
La tematica affrontata nelle opere di Alfio Corbello è, invece, del tutto opposta, in quanto fortemente incentrata sulla realtà urbana delle grandi metropoli. I suoi sono scorci cittadini fatti di strade, incroci, palazzi e ponti, popolati da figure umane che sembrano vagare nel nulla. Sono personaggi anonimi, confusi nella massa, privi di fattezze distintive, che simboleggiano la condizione di spaesamento in cui si trova l’uomo contemporaneo. Corbello nei suoi quadri racconta un mondo che non gli è proprio, distante dalla sua Sicilia, ma proposto con grande partecipazione emotiva, utilizzando linee geometriche e forme semplici, ma capaci di evocare la drammatica solitudine e l’inquietudine umana.
L’accostamento tra due tipi di pittura così lontani saprà sicuramente attrarre un pubblico variegato e al tempo stesso creerà molto interesse ad ammirare soggetti completamente diversi rappresentati attraverso stili anch’essi molto differenti tra loro, ma che potranno appagare lo sguardo e arricchire l’animo di quelli più sensibili, tra coloro che vorranno visitare la mostra fino al prossimo 10 gennaio.



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