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19/12/2009 |
| Un locale annesso all’autosalone era l’alcova di amori a pagamento. Condannato per favoreggiamento della prostituzione il titolare di un autosalone di Francavilla in Sinni. Si tratta di U. G., 48 anni, condannato dal tribunale di Lagonegro a 2 anni e 4 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per la durata di tre anni. Si tratta di una sentenza di primo grado e quindi appellabile dal difensore di G.. I visitatori dell’autosalone non andavano tutti lì solo per vedere le auto. Come optional G. offriva a clienti e amici anche altri tipi di «bellezze» e soprattutto di trasgressioni. Meno nobili, forse, ma più ricercati.
Non è ben chiaro quando tutto abbia avuto inizio ma i fatti vanno fino al 2003. G. in quel periodo invita in più di un’occasione una donna di Sant’Arcangelo, M. G., a incontri «particolari» con alcuni dei suoi amici. Forse lui stesso in precedenza ha beneficiato dei favori a luci rosse della donna. Poi ad un certo punto le avrebbe detto: «Ci sono alcuni uomini che si sono innamorati di te e che ti pagano». Lei accetta e G. le mette a disposizione il locale annesso al suo autosalone (ammobiliato e con un letto) dove regalare un’ora d’amore agli amici di lui. Da qui l’accusa di favoreggiamento della prostituzione che in qualche caso si sarebbe trasformata anche in sfruttamento.
Secondo quanto raccontato dalla donna, infatti, in qualche occasione G. avrebbe anche preteso una parte del guadagno derivante dalle prestazioni sessuali di lei. Era lo stesso G., dunque, a procacciare i clienti. L’uomo faceva leva anche sulle precarie condizioni economiche della donna che l’avrebbero spinta ad accettare di vendere il suo corpo. Fu la stessa donna di Sant’Arcangelo a rivelare l’accaduto. Scattarono le indagini che si avvalsero anche di intercettazioni telefoniche. G., nelle ultime fasi del processo, ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee nelle quali ha negato ogni addebito. Ha detto che lei lo avrebbe denunciato in seguito ad un litigio per una macchina. I due, a quanto pare, all’epoca avevano una relazione.
La sentenza è stata letta nell’aula al secondo piano del palazzo di giustizia di Lagonegro. A pronunciarla il giudice monocratico del tribunale, Claudio Scorza. Per la verità c’era anche un altro imputato per il quale però è scattata la prescrizione in quanto l’episodio che lo avrebbe visto protagonista risale al 2001. L’inchiesta, all’epoca, fece moto scalpore. Se ne parlò tanto a Francavilla e dintorni, anche perchè G. è molto conosciuto data l’ attività che svolge.
Pino Perciante
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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