|
| Il giornalista Laporace a Grumento per presentare il suo libro |
|---|
18/12/2009 |
| Viene presentato questo pomeriggio alle ore 18.00 nella Sala del Consiglio Comunale il libro del direttore del Quotidiano della Basilicata Paride Leporace “Toghe rosso sangue”, oltre all’Assessore alle Politiche Sociali Antonio Romeo, interverranno Don Marcello Cozzi, responsabile di Libera di Basilicata e il cronista Mimmo Mastrangelo. Il volume di Leporace di cui tanto si discusso in questo anno (è uscito per Newton Compton Editori nel gennaio 2009) e ricuce dal punto di vista cronachistico le vite (e i percorsi professionali) dei 27 giudici scomparsi in circostanze tragiche dal 1969 ad oggi. Nel libro oltre alle pagine dedicate alle storie di giudici le cui storie sono più conosciute tra l’opinione pubblica come quella di Falcone, Borsellino o Livitano (il giudice ragazzino), Leporace riporta le lancette dell’orologio della storia del nostro paese sui casi, tra gli altri, di Pietro Scaglione, il primo magistrato essere ucciso dalla mafia nel 1970, Francesco Coco, il procuratore capo di Genova ammazzato dalle Brigate rosse e che fu intransigente nella trattativa per liberazione del giudice Sossi, Vittorio Occorsio, il magistrato ucciso dalla primula di Ordine Nuovo Pier Luigi Concutelli e che è ricordato da molti in quanto fece arrestare Pietro Valpreda come responsabile della strage di Piazza Fontana, Riccardo Palma ed Emilio Alessandrini, anche loro uccisi dal terrorismo rosso, Cesare Terranova, il magistrato che scoprì tutto dei corleonesi e capì la trasformazione della mafia da sistema grezzo a vero apparato industriale. Una sequela di sangue che fa delle cronache di Leporace un racconto noir, scritto per non far dimenticare la memoria di servitori dello stato che hanno sacrificato la propria vita per un’idea di “giusta giustizia”. La presentazione del libro è organizzata dall’Amministrazione Comunale del centro valligiano. |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |