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A Muro Lucano summit dei sindaci del Marmo- Melandro

15/12/2009



Primi passi per dar corpo ad un “accordo territoriale” in vista del Piano di Programmazione Strutturale Comprensoriale. E’ il Consorzio dei Comuni la nuova sfida per il Marmo Melandro. Si punta ad un “piano associato” dei Comuni, non per collegio ma per aree omogenee. Ma c’è di più. Il sindaco di Muro Lucano, Gerardo Mariani, lancia l’idea di una Spa a capitale pubblico per la gestione di “risorse e territorio”. Il vertice dei 10 sindaci dell’area Marmo- Melandro si aggiorner&ag rave; tra circa 15 giorni per dar vita ad una partenrship allargata per nuovi interventi di sviluppo turistico e non solo. Si guarda ai Piot, ai Pois, al Piear. Ed ancora Rsu e Rsa.
Al summit di ieri sono intervenuti i primi cittadini di Balvano, Costantino Di Carlo, di Bella Salvatore Santorsa, di Baragiano Giuseppe Galizia, di Castelgrande Alberto Muro, di Pescopagano Giuseppe Araneo, di San Fele Giuseppe Fasanella, di Rapone Felicietta Lorenzo, amministratori di Ruoti e Ruvo del Monte, Mons Giustino D’Addezio e lo staff del sindaco con Iso De Bonis, Francesco Cristiano, Gaetano Schiavone, l’architetto Donato Cerone, Stefano Zoccoli e Cosimo De Angelis. Per il presidente della Comunità Marmo Platano Di Carlo “la Basilicata è una regione che sta lavorando con una serie di leggi alla costituzione di aree vaste che siano riconoscibili a livello regionale. Si punta a superare i livelli campanilistici. La ratio della riforma è che tutti i pacchetti integrati raccolgano la sfida territoriale”. Per il sindaco di Baragiano Galizia “è opportuno creare un gruppo di lavoro per i Piot ma bisogna cercare sul territorio imprenditori che siano capaci però di investire”. “la strada è già aperta co n i Pois - ha detto il sindaco di Pescopagano Araneo- con i Piot invece si tende ad allargare l’integrazione turistica allargata all’asse dei 15 comuni. Così si può costruire un percorso legato al turismo o al benessere con la nuova ipotesi dell’ospedale di Pescopagano”.Per il sindaco Santorsa “occorre lavorare per aggregare il territorio della nostra area. Abbiamo assistito ad esperienze positive come i Pit ma con i Piani Sociali di Zona abbiamo assistito ad una disgregazione”. Per Mons D’Addezio “sono auspicabili forme di intesa per vivere forme di turismo religioso. Tutta l’area ha una formazionre regligiosa che condivide son San Fele, Rapone e Ruvo del Monte. Tutti paesi legati da una stessa storia e legati al culto di San Gerardo Maiella”. “E’ giunta l’ora di dare un’anima all’area del Marmo Platano Melandro – ha concluso Mariani- con una partership allargata tra tutti i 18 comuni, ma aperta anche ad altri. Solo così si può progettare uno slancio determinante alla nostra terra ed avere una propria identità in una regione come la Basilicata”.
Ufficio Stampa Comune di Muro Lucano



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