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| Centrale del Mercure, il "no" della Comunita' del Parco |
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10/12/2009 |
| La Comunità del Parco Nazionale del Pollino (organo del Parco costituito da tutte le Istituzioni interessate al territorio protetto), riunitasi questa sera nel Protoconvento francescano di Castrovillari, presieduta da Sandro Berardone, ha approvato, a maggioranza (28 favorevoli, due astenuti e uno contrario) una mozione con la quale la Comunità del Parco dichiara "l'assoluta incompatibilità con la natura dell'area e le finalità del Parco della paventata riapertura della centrale Enel del Mercure",.
Il documento impegna, altresì, in sintesi, "il Consiglio direttivo dell'Ente Parco ad esprimere un netto indirizzo politico in tal senso agli organi gestionali e, segnatamente, al Direttore generale, affinché adottino con assoluta urgenza gli atti necessari per invalidare il procedimento pendente presso la Provincia di Cosenza, rivendicandosi in via esclusiva a favore dell'Ente Parco, la competenza a deliberare in ordine a qualsiasi attività da svolgersi all'interno dell'area protetta".
La Comunità del Parco ha, inoltre, impegnato la struttura dell'Ente Parco "di escludere qualsiasi proposta di modifica della perimetrazione del Parco volta ad escludere dall'area protetta il sito di impianto della centrale, e ciò al fine di evitare che possano in tal modo eludersi, con una mera variazione cartacea, le prescrizioni ed i vincoli di tutela che la rendono incompatibile con i presupposti e gli obiettivi del Parco" e che preveda "in conformità alle indicazioni espresse dalla Regione Calabria nel Documento preliminare al Quadro Territoriale Regionale a valenza paesaggistica, secondo cui la centrale del Mercure costituisce indubbiamente 'un detrattore paesaggistico puntuale' per il quale si propone la 'cancellazione', o, quanto meno, 'la mitigazione', lo smantellamento dell'impianto e la bonifica dell'area da destinare a scopi in linea con la specifica vocazione turistico-ambientale del territorio".
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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