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| "Il tartufo nell'area sud ha bisogno di maggiore tutela" |
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9/12/2009 |
| Una regolamentazione che venga rispettata e una tutela del territorio che assicuri la sopravvivenza del prodotto: è in sintesi questo quello che chiedono i cavatori di tartufo bianco del Serrapotamo, a conclusione della seconda edizione degli eventi dedicati a quello che, non a torto, viene considerato “l’oro della terra”. “Subiamo un vero e proprio saccheggio di chi viene da fuori, raccoglie indisturbato il prodotto, senza preoccuparsi di richiudere le buche, e poi lo vende altrove spacciandolo con un’altra provenienza” dicono allarmati i tartuficoltori. Non ci sono controlli, dunque, da parte degli organismi proposti. La risposta del mondo istituzionale è l’organizzazione interna anche partendo dal mondo delle associazioni che si sono costituite per tutelare il prodotto tartufo. “Occorre stilare una mappatura delle aree- ha spiegato il presidente del Consiglio Provinciale di Potenza Palmiro Sacco- e devono essere i soggetti del territorio a farlo, per cominciare a comprendere l’entità del prodotto e, in questo modo, disciplinarne meglio anche la tutela”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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