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"Il tartufo nell'area sud ha bisogno di maggiore tutela"

9/12/2009



Una regolamentazione che venga rispettata e una tutela del territorio che assicuri la sopravvivenza del prodotto: è in sintesi questo quello che chiedono i cavatori di tartufo bianco del Serrapotamo, a conclusione della seconda edizione degli eventi dedicati a quello che, non a torto, viene considerato “l’oro della terra”. “Subiamo un vero e proprio saccheggio di chi viene da fuori, raccoglie indisturbato il prodotto, senza preoccuparsi di richiudere le buche, e poi lo vende altrove spacciandolo con un’altra provenienza” dicono allarmati i tartuficoltori. Non ci sono controlli, dunque, da parte degli organismi proposti. La risposta del mondo istituzionale è l’organizzazione interna anche partendo dal mondo delle associazioni che si sono costituite per tutelare il prodotto tartufo. “Occorre stilare una mappatura delle aree- ha spiegato il presidente del Consiglio Provinciale di Potenza Palmiro Sacco- e devono essere i soggetti del territorio a farlo, per cominciare a comprendere l’entità del prodotto e, in questo modo, disciplinarne meglio anche la tutela”.

MpVerg



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