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| Prima sfrattato dall’A3 ora risarcito con 600mila euro |
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5/12/2009 |
| Prima sfrattato dall’autostrada, ora risarcito. Ad una svolta la vicenda dell’artigiano di Lagonegro che ha dovuto lasciare la sua casa, sulla sommità di una collina, in seguito alla comparsa di ampie crepe nei muri e nei pavimenti mentre erano da poco iniziati i lavori per la costruzione di una nuova galleria sull’autostrada «A3». Per Pasquale Tortorella si profila un risarcimento di circa 600 mila euro.
La conferma giunge anche dal legale della general contractor Sis, l’avvocato Francesco Ferrari. Una battaglia durata quasi dieci mesi, durante la quale l’artigiano lagonegrese è stato sgomberato e costretto a vivere in un camper. Sulla casa, che Tortorella ha dovuto abbandonare, grava un’ipoteca. Si faranno i conteggi per estinguere l’ipoteca e il resto della cifra pattuita andrà, come risarcimento, a Tortorella. Almeno, questo prevede l’intesa raggiunta tra i vari attori coinvolti nella vicenda, ossia Sis, Anas e lo stesso Tortorella rappresentato e difeso da un avvocato del Codacons.
Con i soldi del risarcimento, Tortorella potrà costruirsi una nuova abitazione dove vivere con la sua famiglia (moglie e due figlie). La casa, però, non potrà rifarsela sulla sommità di quella collina perché lì scatterà l’esproprio. Attualmente i lavori per la realizzazione della nuova galleria «Renazza» sono fermi, dopo una sentenza del tribunale di Lagonegro emessa a maggio scorso. Tutto era cominciato a febbraio, quando Tortorella si era accorto che sulle pareti, sia esterne sia interne, della sua abitazione, e sui pavimenti, erano comparse ampie lesioni che prima non c’erano. Lesioni che ogni giorno diventavano ù profonde, mentre poco distante erano in corso le perforazioni per la costruzione della nuova galleria.
Tortorella comincia a sospettare che quelle crepe possano dipendere proprio dai lavori. Il 24 marzo l’avvocato del Codacons presenta ricorso al tribunale e il 26 maggio il giudice del tribunale ordina la sospensione dei lavori. I danni sarebbero stati causati dalla realizzazione della paratia propedeutica all’imbocco della galleria. Se i lavori vanno avanti la casa rischia di crollare. Cosi vengono bloccati. Anas e Sis si appellano al collegio del tribunale perché, a loro dire, sono state le abbondanti piogge del periodo ad aggravare una situazione già di per sè «ballerina» del terreno sul quale sorge la casa. Ma, mentre è in corso un supplemento di perizia, è giunta la notizia dell’accordo.
PINO PERCIANTE
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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