|
| Il giornalista Antonello caporale oggi a Senise |
|---|
4/12/2009 |
| Cos’è l’Italia? Anzi: che fine ha fatto l’Italia? Chi sono questi nuovi italiani e cosa sognano, chi venerano, chi santificano. Quali regole osservano, quante volte deviano e quanti peccati commettono. «All’italiana» è una definizione così comune che oramai serve per illustrare le vicende tristi, o soltanto buffe. Per ricordare i nostri stravizi o l’abitudine alla devianza. Per mettere in guardia (sono italiani!) o patìre insieme (siamo italiani!). Qual è la nostra colpa, e soprattutto dove è la nostra colpa. Antonello Caporale, nel suo nuovo libro “Peccatori”, indaga al fondo della responsabilità di ciascuno, indicando i fatti e le omissioni quotidiane. Specchio infranto di una società che non coltiva passioni ma solo furbizie. La devozione al potere, la consegna del silenzio, il nuovo perbenismo. Affari e quasi sempre preghiere. La nostra nuova vita consegnata all’Imperatore, manipolata dai sondaggi, illustrata perennemente da una telecamera. Non avrai altro Dio all’infuori di me… Dieci capitoli quanti sono i comandamenti. Traditi, violati, taciuti o, in un amen, dimenticati.
Antonello Caporale giornalista de «La Repubblica», dove scrive dal 1989, per cui cura il «breviario», pillole quotidiane di politica, e le «interviste senza rete» (sul sito web del giornale firma «Piccola Italia», vizi e stravizi del Belpaese), oggi pomeriggio sarà a Senise. In un incontro promosso e organizzato dalla testata giornalistica online LASIRITIDE.IT , Caporale parlerà del suo nuovo libro, incontrerà il pubblico del senisese, in un confronto dal quale, si spera, possa scaturire un ampio dibattito sui temi sociali, politici che riguardano la più stretta attualità italiana.
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |