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Bucaletto, a 29 anni dal terremoto ecco le case «vere»

2/12/2009



Finalmente è finita. Per trentaquattro famiglie della Cittadella di Bucaletto quell’incubo iniziato ventinove anni fa è acqua passata. Ieri sera gli assegnatari hanno ricevuto dal sindaco, Vito Santarsiero, e dell’amministratore dell’Ater, Raffaele Vita, le chiavi di casa, quella casa tanto desiderata, che ora è diventata realtà, a pochi metri da quei prefabbricati fatiscenti in cui hanno vissuto per anni, dove sono nati i loro figli e forse anche qualche nipote. Piccole casette in legno assegnate all’indomani del sisma del1980, diventate, col tempo, l’unico tetto disponibile, fra proclami elettorali e interminabili graduatorie.

Lunghi elenchi di terremotati, ancora al centro delle polemiche, per un’assegnazione tuttora contestata nel merito da alcuni residenti dei prefabbricati di Bucaletto, come la famiglia Coviello e altri. «Le assegnazioni - dice Luca Coviello – non rispondono a nessun criterio logico, nessuno ha contattato le famiglie per sapere quali fossero le loro intenzioni si è proceduto senza logica. Adesso attendiamo di sapere cosa si farà per noi altri, perchè è importante avere una casa, ovunque essa sia».

A criticare invece la consegna ufficiale delle chiavi sono i rappresentanti dell’opposizione del Consiglio comunale che sottolineano come «le case consegnate ieri sono sempre le stesse di cui si parlava nel mese di luglio», invitando l’Amministra - zione ad attuare prima «la politica del fare e poi quella del comunicare». Per il primo cittadino, invece, la consegna ufficiale delle abitazioni già assegnate a luglio, si carica di un grande valore simbolico in quanto «per la prima volta finalmente si demoliscono i prefabbricati».

«Questi 34 alloggi – spiega il sindaco - sono solo i primi che vengono assegnati perché il nostro obiettivo è quello di dare una casa a quelli che vivono in un prefabbricato. Il programma dell’ammi - nistrazione è ambizioso e prevede la realizzazione di 500 unità abitative per risolvere, seppure solo in parte, il problema dell’emergenza abitativa in città». Soddisfatti ed ancora increduli gli assegnatari che da domani potranno iniziare i traslochi.

Soddisfatta è Irma Tortorelli, residente da 23 anni a Bucaletto: «Sono tanti anni che aspettiamo, non mi sembra vero, finalmente è finita». Soddisfazione anche da parte di Donato Santarsiero che non dimentica però chi continua a vivere nelle casette di legno: «Era ora, finalmente è arrivato anche il nostro turno. Ci auguriamo che presto anche gli altri residenti della cittadella possano avere una casa».

Aveva invece perso la speranza la signora Filomena Vaccaro, madre di due figli, nati nel prefabbricato. «I miei figli ad oggi hanno conosciuto solo il prefabbricato, era quella per loro la casa. Sono contentissima».
Fra le famiglie anche i giovani figli: «Vivo qui dal 1993 – dice Sara Stabile, 22 anni, studentessa - a casa siamo in tre, e la nostra vita è sempre stata in questo quartiere, anche se la vita nel prefabbricato non era semplice, finalmente non ci sarà più tutta quella polvere, può sembrare banale, ma non è così». Oltre alla polvere nei prefabbricati anche scarafaggi e soprattutto tanta paura per la sicurezza. «Negli ultimi tempi alcuni prefabbricati hanno preso fuoco – spie ga Claudio Accetta – e la paura c’era. Io ho dovuto installare un sistema antincendio nel mio prefabbricato».

«Io ero fra i primi a dover avere un alloggio – specifica Michele Padula – poi sono passati 29 anni. Speriamo per Natale di trasferirci perché la differenza sarà come fra la terra e il cielo». Ricorrente il pensiero alle famiglie che ancora non hanno una casa: «Spero che questo momento arrivi per tutti, dice Rocco Bochicchio, perché non si può continuare a vivere così». Trasferimento a breve anche per la famiglia Gallo, soddisfatta della nuova sistemazione: «Per fortuna siamo rientrati fra gli assegnatari, avevamo perso tutte le speranze di avere una casa».

di IVANA INFANTINO

la gazzetta del mezzogiorno



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