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| L'Associazione Italiana Comuni dei Parchi contesta la riforma degli Enti Parco |
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1/12/2009 |
| L'Associazione Italiana Comuni dei Parchi «giudica gravissimo il fatto che il Ministro dell’ambiente abbia colpito, in un modo così repentino e brutale, la rappresentanza delle comunità locali all’interno degli organi di gestione dei parchi nazionali». Lo fa attraverso un documento approvato nei giorni scorsi dal direttivo dell'Associazione di cui è componente anche Sandro Berardone, presidente della Comunità del Parco Nazionale del Pollino.
Il documento si riferisce alla "riforma" dei Parchi elaborata dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Nel Consiglio dei mi nistri di fine ottobre, il Governo ha licenziato, infatti, il nuovo regolamento che stabilisce la riduzione del numero dei componenti degli organismi di gestione dei parchi nazionali, «azzerando di fatto - stigmatizza l'Associazione - la partecipazione delle amministrazioni locali alle strategie ed alle scelte che riguardano gli enti parco.»
Secondo l'Associazione dei Comuni dei Parchi, la decisione, presa senza «confronto istituzionale», porta «alla totale marginalizzazione dei rappresentanti dei territori, a vantaggio di una rinnovata e rafforzata pratica centralissima.»
«Scorretta nel metodo - rincara la dose l'Associazione - e ancor più disastrosa nel merito, la decisione governativa irride anche al disegno di assetto federale dello Stato, mostrandone tutto il profilo propagandistico.»
«La protervia con cui si è scelto di intervenire nel settore sensibilissimo delle aree protette ha rivelato, in questa circostanza, quanto sia ineludibile ed urgentissima la riforma della stessa legge quadro del 1991. A quel tavolo intendiamo imporre tutto il nuovo rilievo costituzionale degli enti locali, a dimostrare che i territori, specie quelli sottoposti a specifici regimi di protezione ambientale e naturalistica, non tollereranno ancora l’arcaica, barocca e inefficiente visione ministeriale mentre valorizzeranno al massimo quel concerto di apporti istituzionali che fanno delle comunità locali i veri protagonisti della gestione territoriale, con le autorità statali finalmente organizzate in funzione di vigilanza attiva e rispettosa che rinuncia, in partenza, ad invadere le unitarie attribuzioni degli enti locali.»
Nessun veto pregiudiziale da parte dell'Associazione «all’impostazione indicata dal Ministro sul numero dei componenti del Consiglio Direttivo.» Ma la stessa «ritiene fondamentale ridurre il numero dei rappresentanti dei vari ministeri a favore degli operatori economici del territorio (imprenditori agricoli, operatori turistici, ecc.) e che nello stesso tempo vengano salvaguardati i compiti e le fun zioni della Comunità del Parco quale luogo della concertazione e condivisione delle finalità istitutive dell’area protetta.»
Alla fine un invito rivolto al ministro dell’Ambiente l«ad una riflessione più ponderata, pronti a dare un costruttivo contributo a condizione che si affermi un corretto quadro di cooperazione tra le istituzioni e una volontà di affrontare le numerose e gravi questioni per approntare soluzioni il più possibile condivise.
Se, viceversa, il confronto dovesse ancora mancare - conclude l'Associazione - imputandone al Ministro la più incomprensibile delle responsabilità politiche, peraltro senza precedenti nel nostro Paese, adotteremo tutte le legittime iniziative per scongiurare questo disegno di pervicace annientamento delle nostre realtà locali.»
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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