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| Agricoltura: cosa prevede la legge sulla raccolta delle olive |
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29/11/2009 |
| “Abbandonano” letteralmente i propri campi, rinunciano a provvedere alla raccolta dei loro prodotti, per paura di avere delle multe. E’ un fenomeno che si sta diffondendo, negli ultimi mesi, nelle campagne del senisese e che riguarda soprattutto chi ha piccolissimi appezzamenti di terreno. Perché, si sa, che tradizione vuole che il compenso sia generalmente sotto forma di prodotto, il 50% di olio proveniente dalle olive raccolte. E che, a dare una mano nella raccolta, in riferimento a chi non sopravvive e non ha grossi ricavati in termini economici dal raccolto, siano amici o conoscenti.
Sono diversi gli esempi segnalati di agricoltori che hanno dovuto farsi carico di multe salatissime, che in alcuni casi arrivano anche a diverse migliaia di euro, perchè in seguito a controlli sono stati trovati non in regola in materia di occupazione degli addetti chiamati a lavorare temporaneamente per la raccolta dei peperoni in estate, ed ora delle olive. Non si tratta, sia chiaro, di episodi di latente e voluta illegalità. Piuttosto delle abitudini, consolidate come tradizioni comuni un po' in tutti i territori, di chi per mestiere non fa l'agricoltore ma che una volta all'anno fa la raccolta delle olive per uso personale e magari chiede l'aiuto dell'amico o del vicino di casa. Per il decreto legislativo numero 276 del 2003, farsi aiutare da un amico durante la raccolta delle olive non si può fare. La norma, in vigore dal 24 ottobre 2003, consente l’apporto di lavoro gratuito da parte dei parenti e degli affini dell’imprenditore agricolo, entro il 3° grado. Le prestazioni occasionali esulano quindi dal mercato del lavoro non essendo riconducibili né al lavoro subordinato, tanto meno a quello autonomo. Prestazioni, quindi, che non fanno sorgere alcun obbligo contributivo. Attualmente la normativa prevede che tale provvedimento sia esteso fino al 4’ grado di parentela. Praticamente ci si può far aiutare da figli, genitori, fratelli, nipoti, zii, nonni e pronipoti (cioè figli di figli di fratelli).
A questo link trovate la normativa:
scarica il pdf della legge
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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