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| Le ricchezze e peculiarità di una fetta di Basilicata a Vienna |
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28/11/2009 |
| Il comune di San Severino Lucano a Vienna per la presentazione dell’offerta culturale del Mediterraneo. Una conferenza stampa “internazionale” e una serata di gala presso lo storico Palais Todesco a cui hanno preso parte oltre ai rappresentanti dei paesi partner del progetto “CHORD - Cultural Heritage: Exploiting Opportunities for Rural Development” - I Beni Culturali come occasione di opportunità per lo sviluppo dei territori rurali” ossia
delegati della Provincia di Benevento (ente capofila) della Regione dell’Est Macedonia e Tracia (Grecia), dell’associazione Pòle Industries Culturelles et Patrimoines (Francia), della Fondazione della Comunità Valenciana Regione Europea (Spagna), Ena Chios S.A. (Grecia), della Camera di Commercio di Siviglia (Spagna), della Mancomunidad de la Ribera Alta (Spagna), del Comune di Ceuti (Spagna), e San Severino Lucano unico comune lucano; l’ambasciatore italiano a Vienna S.E. Massimo Spinetti, un centinaio di giornalisti e numerosi tour operator. I partecipanti hanno potuto conoscere una fetta di Basilicata in particolare il versante lucano del Parco del Pollino e le sue Valli, gli itinerari culturali, archeologici, architettonici gastronomici e naturalistici, il Santuario della Madonna del Pollino, le potenzialità turistiche e culturali dell’area e degustare Pecorino e Lucanica del Pollino.
Per San Severino Lucano ma per tutti i paesi delle quattro Valli coinvolte, afferma il vicesindaco della cittadina Franco Fiore che ha rappresentato il proprio comune a Vienna, è una occasione ulteriore di sviluppo e di promozione della nostra terra, una terra ricca di potenzialità e peculiarità da far conoscere e immettere nella rete del mercato turistico e culturale europeo.
Tra gli obiettivi di CHORD, programma co-finanziato dall’unione Europea nell’ambito del programma MED, c’è la definizione di accordi tra soggetti pubblici e privati per diffondere il potenziale dell’offerta turistica del Mediterraneo sui mercati internazionali, attraverso la realizzazione di strategie coordinate e di un’azione promozionale pilota.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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