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"Morirai in nome di Allah" E il lucano Rega denuncia:non ho protezione

22/11/2009



«Questa mattina nella mia casa di Roma ho trovato una busta diretta a me. Dentro due proiettili e nuove minacce di morte: "Morirai in nome di Allah con la mano di Hezbollah perchè vai in televisione e dici bugie"». A parlare è il giornalista di Televideo Rai Nello Rega, autore del libro "Diversi e divisi", romanzo sulla convivenza tra cristiani e islamici.

Intervistato sul sito di Articolo21, dal direttore Stefano Corradino, Rega non nasconde la preoccupazione per l’ennesima minaccia: «Comincio ad avere paura. Una busta contenente due proiettili. E minacce di morte. La matrice sembra la stessa o forse no. Abbiamo analizzato le scritte questa mattina con i carabinieri. Mi sembra scritta con caratteri diversi. Ci sono più errori. Magari l’autore è qualcuno che vuole emulare i primi intidimidatori. E che non si farebbe scrupoli a portare avanti questa sentenza di morte».

Rega si sente isolato: «Quando vado a Potenza, dove vive mia madre c'è un sistema di protezione. Se mi muovo da lì - afferma - sono nelle mani di Dio... Sono isoltato dalle istituzioni e non ho riferimenti. Tutto ciò mi sembra folle. Se non ci fosse stato alcun problema di sicurezza il Comitato di ordine pubblico di Potenza non avrebbe deliberato una situazione di pericolosità».

«Ma a parte la Prefettura di Potenza nessuna reazione da parte del Ministero dell’Interno. Maroni non si è mosso e non capisco perchè. Nessun riscontro da Roma. Eppure è da lì che è partito tutto. Era fine settembre. E’ nel parcheggio Rai di Saxa Rubra che mi hanno recapitato i primi proiettili», ricorda Rega.

«Ma io -conclude Rega nell’intervista ad Articolo21- voglio continuare a scrivere. Non voglio farmi imbavagliare. Quello che vorrei è un sistema minimo di protezione. Ordinaria e mediatica. In nome di un principio sacrosanto, di libertà dell’informazione». «Chiediamo al Ministero degli Interni di predisporre tutte le misure di sicurezza più opportune come peraltro sollecitato dal Prefetto di Potenza; non sottovalutiamo la pericolosità di queste minacce come hanno rivelato i deputati Jean Leonard Touadi e Pina Picierno nelle loro interrogazioni e come ha scritto Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno osservatorio Fnsi», afferma il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti, che conclude «è accanto alla scorta tradizione quella che è fondamentale è una scorta mediatica. Giornali e tv, a cominciare dal servizio pubblico non possono spegnere i riflettori su questa inquietante vicenda».

la gazzetta del mezzogiorno



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