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Fardella: scuola dello sport, progetto sfumato. Il sindaco: "Colpa del Coni"

21/11/2009



Scuola dello sport del Coni, vicenda chiusa. Almeno lo è per l’ipotesi che voleva la realizzazione di questa scuola a Fardella. Le responsabilità rimbalzano da una parte all’altra ma, l’unica cosa certa è che l’ipotesi Fardella, acclamata, discussa, applaudita da anni, non si farà più. Il piccolo comune del Pollino, poco più di 660 abitanti, già sede di un parco realizzato per attività sportive (il “Barbattavio”) ma ad oggi non utilizzato, avrebbe potuto ospitare la scuola regionale e diventare, così, un punto di eccellenza. All’incirca un anno fa la notizia era quella che entro poco tempo sarebbero partiti i primi corsi, in una struttura (di fianco al municipio) rimessa a nuovo già tempo prima.
Ora, dopo che la vicenda è andata nel dimenticatoio dell’opinione pubblica, si apprende che del progetto non se ne farà più nulla. A spiegarlo era stato proprio il presidente regionale del Coni, Eustachio Tortorelli. “Purtroppo per noi questa vicenda è chiusa- spiega Tortorelli- mi sono impegnato per anni in questo progetto ma abbiamo fallito”. “Avevamo chiesto alla Regione- continua il presidente Tortorelli- e la Regione pubblicamente più volte ci aveva rassicurato, di concorrere mediante un contributo economico, a sovvenzionare le attività che le varie federazioni avrebbero dovuto fare nella scuola”. Fardella comune decentrato rispetto ai centri lucani dove esistono numerose realtà sportive, avrebbe avuto bisogno di una spinta economica ulteriore e necessaria per la gestione delle attività.
Rammaricato e pronto alla protesta formale è il sindaco del comune di Fardella, Pietro Motolese, il quale se la prende, però, con il Coni. “Su richiesta del Coni- spiega Motolese- abbiamo effettuato lavori alla struttura per un importo di circa 30mila euro, per rifare la copertura e alcuni interni. La Regione ha fatto una delibera per stanziare 60mila euro che dovevano servire a pagare attività e docenze e, in attesa dei fondi regionali, abbiamo anticipato l’importo. Un importo che adesso non servirà più per la scuola dello sport, ma che ritornerà nelle casse comunali. Adesso che tutto sembra sfumato non ci sto a far passare la vicenda inosservata. Scriveremo al Coni e chiederemo un risarcimento. Anche perché, attualmente, la struttura non ha una destinazione d’uso alternativa”.


Mariapaola Vergallito



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