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"Io, imprenditore nella trappola della burocrazia"

20/11/2009



Ventisette lunghi anni e una lista interminabile di adempimenti burocratici che, di fatto, non hanno mai portato a nulla. Ora Domenico Giangreco, imprenditore di Francavilla sul Sinni, segnala per la seconda volta a mezzo stampa la sua indignazione, quello che lui definisce “un lungo calvario”. Avevamo parlato, mesi fa, della sua storia: titolare di una industria che si occupa di elettronica, con un fatturato che cresce annualmente del 30 per cento e con filiali che, da qualche anno, si trovano anche in Romania e in Germania, Giangreco, quasi 50 anni, quando di anni ne aveva 23 ha deciso di restare in Basilicata con la sicurezza di vedere ultimata l’area artigianale del suo paese, nella quale ha già comprato un lotto, pagato 54mila euro.
L’attività del signor Giangrieco è nata a ridosso della Statale Sinnica, in un capannone nel terreno di famiglia, che l’impresa che ha realizzato l’arteria negli anni Settanta aveva affittato. Ultimati i lavori, il cantiere era stato smantellato e il padre di Domenico aveva utilizzato una piccola parte del capannone rimasto ancora in piedi per uso agricolo. Con gli anni è nata l’attività imprenditoriale di Giangrieco, che aspetta da sempre di poter ubicare la propria produzione in un sito idoneo.
“ In questo mondo di crisi è mai possibile -afferma Giangreco, che è presidente dell'Associazione degli artigiani di Francavilla - che in un momento di debolezza dell'Italia intera, e maggiormente al sud, quando si trova qualcuno che vuole investire, bisogna lottare anche con le carte e scartoffie?" "Sono passati troppi anni per tacere l'amarezza di una sconfitta, non per me ma per il territorio della Valle del Sinni, dove esiste un'area P.I.P. progettata più volte, sperperando centinaia di migliaia di euro”. Burocrazia, si diceva. Burocrazia che ha chiesto a Giangreco di produrre 18 copie del progetto (3 per il comune, 4 per i beni architettonici, 3 per il parere igienico sanitario, 2 per i vigili del fuoco, 3 per il Parco Nazionale, 3 per l'autorizzazione ai vincoli idrogeologici) ai quali vanno aggiunte le altre copie (due o tre) per il genio civile. “Non mi resta che richiedere il parere anche in Vaticano”, dice con l’ironia della rassegnazione.



Mariapaola Vergallito



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