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Senise, armi e estorsioni chiesto il giudizio di Palermo

19/11/2009



L’inchiesta sull’ex maresciallo dell’aeronautica di Senise arriva davanti al giudice: il pm di Lagonegro, Francesco Greco, ha chiesto il rinvio a giudizio per Pasquale Palermo, 65 anni, arrestato nello scorso mese di maggio dai carabinieri che trovarono nella sua abitazione un numero non indifferente di armi e munizioni, secondo gli investigatori detenute illegalmente. L’uomo, infatti, è imputato di detenzione illegale di armi da guerra e comuni con relative munizioni ma anche di estorsione.

Tra le armi e le munizioni figurano un fucile da guerra modificato per aumentarne la potenza, un caricatore da 30 colpi calibro 5. 56 per 45 con il simbolo Nato; un ordigno del tipo “castagnola” modificato, 6 cartucce da guerra calibro 9 millimetri parabellum, anche queste recanti il simbolo Nato, e tutta una serie di armi comuni da sparo, alcune dichiarate disattivate ma poi risultate funzionanti, altre non denunciate oppure in soprannumero rispetto a quelle consentite. Stando alle indagini Palermo è chiamato a rispondere anche di estorsione. In particolare sono stati segnalati alcuni episodi a danno di una sua ex dipendente che reclamava la liquidazione di spettanze arretrate negli anni in cui l’uomo era gestore oltre che proprietario di un bar all’interno dell’istituto scolastico «Sinisgall».

Nel mese di novembre del 2007 Palermo le avrebbe puntato contro proprio il fucile da guerra per costringere la donna a firmare la busta paga di quel mese nella quale le ore e le giornate lavorative venivano indicate e retribuite in maniera inferiore rispetto a quelle effettivamente prestate. Successivamente l’uomo avrebbe minacciato la donna anche di un male ingiusto, se questa non avesse ritirato la vertenza che gli aveva fatto. Per i difensori dell’ex ufficiale, gli avvocati Teresa De Fina e Michele Donadio va sottolineato che «per quanto riguarda armi e munizioni, le bombe a mano non ci sono più ma erano soltanto degli involucri e per le altre armi che fanno parte dei capi di imputazione dimostreremo che sono regolarmente denunciate. In merito alla modifica del fucile tipo guerra l’errore di Palermo è stato di non passare al banco di prova. Anche per l’estorsione dimostreremo che il nostro cliente è completamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati». A casa dell’uomo i carabinieri della Compagnia di Senise trovarono anche più copie di alcuni scritti anonimi circolati in paese negli anni precedenti contro amministratori locali, professionisti, esercizi commerciali, forze dell’ordine. Su questi episodi la magistratura sta ancora indagando.

Pino Perciante



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