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Agricoltura il "modello Pollino" esposto al Salone nazionale dell'agriturismo

16/11/2009



La positiva esperienza del Parco Nazionale del Pollino per la valorizzazione dell'agricoltura nelle aree protette, è stata testimoniata, sabato 14 novembre dal presidente del Parco, Domenico Pappaterra, ad Arezzo nel convegno svolto nell'ambito di Agri@Tour, il salone nazionale dell'agriturismo, su "La sostenibilità economica ed ambientale della multifunzionalità".
Durante l'ottava edizione del salone, in apertura del convegno, Pappaterra ha firmato, per conto di Federparchi, il rinnovo della convenzione tra WWF Italia, Federparchi, Agriturist, Terranostra e Turismo Verde per il progetto "Fattorie del Panda" dedicato alla promozione della multifunzionalità delle imprese agricole nelle aree naturali protette italiane.

La convenzione prevede, tra l'altro, l'attivazione presso una rete di imprese agrituristiche di una serie di attività funzionali alla fruizione dei Parchi e delle altre Aree Naturali Protette, all'educazione e informazione ambientale, alla conservazione e valorizzazione sostenibile della biodiversità, alla tutela del paesaggio, alla gestione dei siti Natura 2000, al risparmio energetico e sviluppo delle energie rinnovabili, all'adattamento ai cambiamenti climatici.

Nel corso del convegno, al quale sono intervenuti esperti e rappresentanti delle imprese agricole, tra i quali Adriana Tamburi della "Locanda del Parco" di Morano Calabro (CS), il presidente Pappaterra ha esaltato l'esperienza avviata dall'Ente Parco con la concessione in uso del proprio emblema, sino ad illustrare gli ultimi obiettivi prefissati: «Creare un "mercato virtuale permanente", accrescere la capacità attrattiva e di promozione del marchio "Prodotto tipico del Pollino", divenire punto di riferimento per tutte le attività di marketing, accrescere le capacità commerciali e di sviluppo del prodotto, creare la "vetrina elettronica delle aziende", sviluppare e stimolare sul territorio la capacità di "governare il sistema"». Ultimo obiettivo indicato da Pappaterra l'allargamento dei campi di attività, dall'agroalimentare alle aziende agrituristiche «per costruire - ha detto il presidente del Parco - una rete di imprese e avviare con loro una serie di attività funzionali alla fruizione del Parco».

Il progetto del "Marchio", ha ricordato Pappaterra, nel corso degli anni ha mobilitato oltre 600 imprenditori e 38 imprese agroalimentari che organizzati in associazioni di filiera oggi si propongono ai consumatori ed ai numerosi turisti che frequentano il Parco con un'ampia offerta di prodotti. La "rivitalizzazione del settore produttivo agricolo", che era la scommessa da cui si partiva, aveva come fini una sempre maggiore responsabilizzazione degli operatori del settore agroalimentare del Parco, la tutela del paesaggio e la salvaguardia del patrimonio di biodiversità e della cultura e della tradizione del mondo rurale. «Chi acquista un prodotto del Pollino - ha spiegato Pappaterra - è garantito sull'origine e la qualità dell'alimento. Inoltre, il consumatore, contribuisce in maniera indiretta a tutelare le risorse naturali di un pezzo dell'Appennino meridionale calabro-lucano e della montagna italiana che è patrimonio di tutti».

Il modello organizzativo attuato ha offerto all'agricoltura una "funzione strategica" per lo sviluppo socio-economico del territorio. Arginando il grave rischio dell'abbandono dell'attività agricola, che è il pericolo maggiore che corre il territorio e al quale sono correlati l'impoverimento del tessuto sociale, la scomparsa dell'identità rurale ma anche e soprattutto rischi per il mantenimento del patrimonio di biodiversità.

Nell'ambito del progetto di valorizzazione dell'agricoltura nel Parco - in cui è stato perfezionato un protocollo d'intesa con l'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) per attivare iniziative che poggiano sulla possibilità di utilizzare le opportunità finanziarie offerte dai fondi comunitari 2007/2013 - Pappaterra ha illustrato pure il progetto, finanziato con fondi del Ministero dell'Ambiente, che prevede la creazione di un portale web per l'e-commerce dei prodotti tipici del Parco, al quale sta lavorando l'Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura (ALSIA).



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