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| Senise: tentano di uccidere un cane. Denunciati un imprenditore e la ragioniera |
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13/11/2009 |
| Hanno picchiato un cane, lo hanno rinchiuso in un sacco e hanno cercato di ucciderlo buttandolo da un ponte: un gesto di inaudita e incomprensibile violenza al quale però hanno assistito alcuni testimoni che hanno subito segnalato la vicenda ai carabinieri, che, a loro volta, sono riusciti a salvare il cane deferendo i colpevoli all’Autorità Giudiziaria.
Il tutto è accaduto a Senise. I denunciati sono due: il titolare di una locale ditta e la sua ragioniera; a segnalare l’accaduto presso la Compagnia dei carabinieri di Senise, coordinata dal Capitano Biagio Simonetti, sono stati due cittadini argentini, che hanno raccontato di aver visto l’imprenditore percuotere ripetutamente un cane, dopodiché mettersi alla guida della propria autovettura e, aiutato dalla ragioniera, mettere un sacco con all’interno il cane nel bagagliaio.
I testimoni, dopo aver seguito l’autovettura dell’imprenditore, hanno potuto constatare che lo stesso ha gettato il sacco bianco da un ponte in località Misossero, nel territorio del comune di Senise.
Dopo aver assistito alla scena i testimoni si sono immediatamente recati presso il Comando senisese dei carabinieri; gli uomini di Simonetti sono andati in località Misossero per accertare la veridicità di quanto raccontato e lì hanno rinvenuto il sacco bianco dal quale provenivano forti latrati.
Dopo essere stato liberato e dopo essere stato curato da un veterinario, il povero cane è stato trasportato presso il canile municipale di Latronico.
Per i fatti sopra indicati il proprietario della ditta e la propria ragioniera, ritenuti responsabili dei fatti sopra narrati, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di maltrattamento di animali (Artt. 110 – 544 ter, modificato dalla Legge 20 Luglio 2004 nr. 189)
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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