HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Napoli festeggia Sant'Andrea Avellino

11/11/2009



Ieri, nella Basilica di San Paolo Maggiore di Napoli, per celebrare il 401° anniversario del transito al Cielo di Sant’Andrea Avellino, si sono tenute due celebrazioni Eucaristiche. Una alle 11 e l’altra alle 18. Entrambe nella Cappella dedicata al Santo.
La celebrazione antimeridiana è stata presieduta da Padre Innocenzo Cuniglio, coadiuvato dai novizi Ignazio e Sabatino, rispettivamente per il servizio liturgico e per i canti.
La cerimonia è stata ben preparata da Padre Innocenzo e dai suoi due novizi.

Nella Cappella, le spoglie del Santo erano state sistemate, dopo gli eventi legati al Centenario, celebrato lo scorso anno, in forma definitiva sul vecchio altare.
Sull’altare centrale erano state sistemate la teca col sangue del Santo, il calice appartenuto al Santo e alcuni paramenti liturgici con le immagini del Santo. Il Messale usato è stato quello che i Teatini usano per i loro santi, aperto nella sezione dedicata a sant’Andrea Avellino.
La Cappella che fu, per tanti anni, luogo delle celebrazioni di Padre Andrea Avellino, Santo e Sacerdote, e dove il 10 novembre 1608 cadde riverso mentre si accingeva a recitare il salmo Salirò all’altare di Dio, era tutta illuminata. Con la presenza, al suo interno, di ex voto, di doni portati da pellegrini venuti lo scorso anno da tutto il mondo per pregare davanti alle sue Sacre Spoglie, di lavori realizzati da artisti per alcuni Concorsi dedicati al Santo, con la visibile presenza, nell’atrio di accesso alla Sagrestia, del quadro dedicato al Martirio di sant’Andrea Apostolo, davanti al quale il 30 novembre 1556, vestì gli abiti del noviziato e cambiò il suo nome di Lancillotto con quello dell’Apostolo Andrea, la Cappella emanava un’atmosfera particolare.
Il pensiero che quello era il luogo dal quale il Santo teatino era partito per Salire all’altare di Dio, a coronazione del suo lungo apostolato sulla terra, interamente dedicato a Dio, ci faceva vivere una intensa emozione.
L’omelia di padre Innocenzo, lucano come il Santo, e a lui devoto, è stata molto sentita. Ha messo in evidenza le tappe fondamentali della vita del Santo e il ruolo svolto all’interno della Chiesa post tridentina.

Subito dopo la benedizione, c’è stato l’intervento di un miracolato per intercessione di sant’Andrea Avellino.
Alessandro Guerritore, appartenuto al gruppo dei giovani fondato da Padre Bernardo Laugeni (scomparso l’anno scorso) quando era Preposito delle Basilica di San Paolo Maggiore, ha voluto testimoniare la protezione del Santo in un incidente automobilistico avvenuto anni fa.
La dinamica dell’incidente avrebbe dovuto portarlo alla morte.
Un attimo primo dell’impatto, Alessandro pensò: è la fine. Ma subito avvertì una voce che rispondeva no, Sandro.
L’auto si accartocciò. Fu completamente distrutta.
Alessandro uscì dall’incidente completamete illeso, senza alcun graffio.
Lui conosceva bene sant’Andrea Avellino, grazie agli insegnamenti di Padre Bernardo che, grande devoto e studioso del Santo, coglieva ogni occasione per parlarne e trasmetterne gli insegnamenti.

A conclusione della Santa Messa i fedeli presenti hanno baciato la teca contenente le ampolle del sangue del Santo.

Nicola Arbia



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo