HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Non diffamò Mauriello e Fasano «Don Cozzi esercitò diritto di critica»

11/11/2009



«Don Marcello Cozzi ha esercitato il suo diritto di critica che non è mai trascesa, nè in diffamazione nè in calunnia, essendo suo intento far conoscere ad un Pm, che indagava su fatti gravi - e dal suo punto di vista - l’ambiente istituzionale della Basilicata». Il Gip di Potenza, Gerardina Romaniello, ha così mandato in archivio le ipotesi di reato di calunnia e diffamazione contenute nelle querele presentate contro il sacerdote antimafia dall’ex prefetto di Potenza, Luciano Mauriello e dal vicequestore della polizia (prima a capo della Mobile di Potenza, oggi dell’Ufficio Stranieri di Matera) Luisa Fasano, a seguito delle dichiarazioni che lo stesso don Marcello aveva reso al Pm di Catanzaro Luigi De Magistris nell’ambito del procedimento «Toghe lucane».
Per il giudice, che ha così accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, presente in udienza con il Pm Domenico Musto, quella di don Cozzi fu «una critica legittima avanzata da un sacerdote che si occupa di fenomeni delinquenziali, sempre animato dalla volontà di rendere sempre più incisiva la lotta al crimine». Insomma, la linea della difesa, rappresentata dall’avv. Antonio Santangelo ha avuto la meglio su quella dell’accusa sostenuta con memorie dell’avv. Donato Pace, per la Fasano, e con uno scritto di proprio pugno per il prefetto Mauriello, che si opponevano all’archiviazione e, in subordine, chiedevano altre indagini.
Critiche, quindi, che escludono la diffamazione e accuse che non rappresentano calunnia poichè, spiega il Gip Romaniello, «non hanno per oggetto un fatto astrattamente qualificabile come illecito penale. L’apparente sfiducia mostrata nei confronti della d.ssa Fasano o la diversità di vedute con il dottor Mauriello - spiega il Gip - possono integrare, al più, l’accusa, asseritamente ingiusta, che costoro abbiano tenuto un comportamento rilevante dal punto di vista disciplinare, non già da quello penale: le censure mosse dal sacerdote riguardano presunti errori nella valutazione di fenomeni criminali. Si tratta di rilievi, esatti o meno - non è questa la sede per accertarlo - all’ope - ratod i un poliziotto e di un prefetto che non interferiscono con fatti penalmente valutabili».

Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo