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Valsinni: un «agguato» l'autovelox

5/11/2009



Le nuove disposizioni ministeriali sull’uso dell’autovelox da parte delle amministrazioni cittadine non sembrano riguardare i vigili urbani di Valsinni. La postazione dell’autovelox della città di Isabella Morra era infatti nascosta dietro il palo di metallo della cartellonistica stradale, spesso una cinquantina di cm., subito dopo la galleria sulla Sinnica. Per maggior sicurezza nell’occultamento, ad aumentare lo spessore del nascondiglio, veniva messa l’auto di servizio, parcheggiata giusto all’angolo dello svincolo in una posizione probabilmente pericolosa. Una trappola istituzionale vera e propria per chi procede in direzione nord-ovest, verso Senise, in pieno contrasto con le nuove disposizioni che chiedono un comportamento trasparente alle amministrazioni cittadine, dato che la normativa che regola l’uso degli autovelox parla di un uso dissuasivo e non punitivo dello strumento di rilevament o.

Lo si affermava nel vecchio ordinamento, lo si riafferma con maggiore chiarezza nelle nuove disposizioni varate un paio di mesi fa dal Ministero dell’Interno: sia l’autovelox che la pattuglia devono essere ben visibili, anche con la segnaletica mobile messa per terra e posta entro i 400 metri dall’autovelox , a n ch ’esso ben visibile come tutta la pattuglia. Una disposizione che ha avuto il merito di porre fine anche ad una indecorosa gara di fantasia tra i tutori dell’ordine stradale, su chi trovava, tra siepi, muri e guardiole varie, i nascondigli più originali e più proficui per le casse del Comune.

Che si tratti di “agguato” vero e proprio della postazione di Valsinni, lo dice non solo il posizionamento dell’autovelox, ma anche l’assenza della segnaletica a terra (c’era solo un cartello generico verticale a 600 metri circa) e la decisione di mettere l’autovelox su uno svincolo immediatamente all’uscita di un tunnel. Dove il limite di velocità è di appena 60 km. orari e dove c’è quasi la certezza di beccare ogni automobilista in transito. Anzi, e qui sta la gravità peggiore del comportamento poco istituzionale dei vigili di Valsinni, l’autovelox è stato nascosto in un punto molto pericoloso, probabilmente per aumentare le possibilità di prendere di sorpresa gli automobilisti, ma senza calcolare il rischio di tamponamenti da istintiva e improvvisa frenata. Come è già accaduto nel recente passato ad altre postazioni nascoste di vigili urbani.

Un giudice di pace di Potenza, in una condizione meno pericolosa e meno aggressiva di questa di Valsinni (sulla Basentana, con autovelox nascosto dalla Polizia stradale di Potenza in una curva a gomito e non dopo un tunnel con svincolo) ha fatto giurisprudenza in tal senso, un paio di anni fa (dunque già col vecchio ordinamento), dando ragione all’automobilista che contestò la multa subita in difformità dall’intento della legge. Un buon motivo di contestazione, oggi più di ieri, anche per tutti quegli automobilisti che in questi giorni sono stati multati dall’autovelox di Valsinni.

Enzo palazzo
La Gazzetta del Mezzogiorno



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