HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Crisi in agricoltura: allarme anche a Senise

5/11/2009



La crisi che attanaglia il mondo dell'agricoltura è fatta di poca snellezza burocratica e di infrastrutture carenti, oltre che dell'impossibilità di far fronte in maniera adeguata alle calamità naturali. E' in questo modo che, alla richiesta della Regione, di dichiarare lo stato di calamità nel settore, fa eco il mondo agricolo del Senisese. Un territorio un tempo vocato per l'agricoltura, tranciata letteralmente in due nel dopo-diga di Montecotugno. E' da qui che si parte. Ora il settore sembra avere due sbocchi: quello delle aziende(poche) che in qualche modo riescono ad avere un reddito rispetto a quello che producono; quello delle piccole realtà (la maggiorparte) che più che avere un reddito, ricavano quel tanto che basta per le provviste familiari. In questa situazione le leggi sono uguali per tutti e, in un certo senso, è questo il problema. “Sono sempre più numerose- spiega dal Comune di Senise l'assessore all'agricoltura Luigi Viviani- le segnalazioni da parte di agricoltori che non riescono più a far sopravvivere le loro già piccole attività agricole. L'area del Senisese oggi in questo settore vive soprattutto di piccoli numeri e di piccole realtà, ma spesso l'impressione di questi agricoltori è che, pur nel rispetto delle leggi, ci sia un accanimento burocratico nei loro confronti”. Fermo restando quelli che ormai sono i problemi annosi dell'agricoltura locale (impianti irrigui carenti, calamità naturali, lontananza dai mercati di riferimento, l'irrisolta e forse irrisolvibile vicenda legata ai terreni golenali di cui gli agricoltori sono solo custodi) esiste anche quello che molti non temono di definire accanimento legislativo. “Nel settore dell'olivicoltura ad esempio- continua Viviani- sono stati segnalati casi in cui l'ispettorato del lavoro ha sancito multe salatissime a piccoli proprietari trovati ad effettuare la raccolta delle olive con personale, come si dice, “alla giornata”. La legge, si badi bene, deve essere sempre rispettata, ma chiediamo al governo centrale di pensare a semplificare l'attuale legislazione in merito, rendendo più snella la procedura e soprattutto diversificando tra chi ha un reddito in agricoltura e chi non riesce ad averlo”. “Perchè in questo modo- conclude Viviani- se non riusciamo a venire incontro ai piccoli agricoltori, che da noi sono la maggioranza, allora non riusciremo a preservare il settore in un'area, quella del Senisese, che già adesso non può concorrere con i mercati più proficui del Metapontino”.


Multe salatissime e“accanimento legislativo”; scarsi guadagni e infrastrutture carenti. Le due facce della crisi pesano sulla quotidianità di chi sull'agricoltura ancora vuole scommettere. Sono diversi gli esempi segnalati di agricoltori che hanno dovuti farsi carico di multe salatissime, che in alcuni casi arrivano anche a diverse migliaia di euro, perchè in seguito a controlli sono stati trovati non in regola in materia di occupazione degli addetti chiamati a lavorare temporaneamente per la raccolta dei peperoni in estate, ed ora delle olive. Non si tratta, sia chiaro, di episodi di latente e voluta illegalità. Piuttosto delle abitudini, consolidate come tradizioni comuni un po' in tutti i territori, di chi per mestiere non fa l'agricoltore ma che una volta all'anno fa la raccolta delle olive per uso personale e magari chiede l'aiuto dell'amico o del vicino di casa. Le multe sono ugualmente salate come se, invece, si trattasse di aziende. Ma, guardando anche all'altra faccia della crisi, esistono esempi di come, in un territorio come quello di Senise, non convenga economicamente più nemmeno piantare il prodotto principe, Il Peperone Igp. Lo aveva già raccontato, un giovane agricoltore, che aveva spiegato: “Dopo qualche anno di difficoltà e di scarso ritorno economico, l’avevo detto e quest’anno l’ho fatto: non ho piantato più peperoni I problemi sono di tipo organizzativo ma legati prevalentemente alla scarsa commercializzazione. I prezzi devono essere necessariamente alti, la concorrenza altrettanto. Le mie produzioni, con regolare certificazione, non tengono il confronto con chi, in zona, il prodotto lo acquista senza certificazioni e quindi a prezzi più bassi. Conosco numerose aziende nate per produrre peperone e fallite l’ anno successivo”. Mariapaola Vergallito



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo