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| Influenza suina: 40 casi Ci costerà 12 milioni di euro |
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1/11/2009 |
| È salito a 40 il numero di casi clinici di influenza A H1n1 (la «suina») segnalati in Basilicata. Sono dati ufficiali, resi noti dal Ministero della Salute. Siamo di fronte, insomma, ad un’escalation che richiede la massima attenzione. E che rischia di produrre riflessi devastanti anche sull’economia locale. Se davvero la malattia inciderà sulla popolazione «attiva» come previsto, si stima un danno economico di circa 300 milioni di euro in Italia.
In Basilicata questa cifra si aggira sui 12 milioni di euro (8 nel Potentino e 4 in provincia di Matera). Il dato - che emerge da un’indagine della Camera di Commercio di Milano - tiene conto degli occupati che saranno costretti a letto, tra imprenditori e lavoratori, per una media di tre giorni di convalescenza a testa ed esclude il costo del weekend.
Nella classifica delle province italiane che verrebbero più colpite, considerando gli addetti influenzati, dopo Milano, con un costo di 25 milioni, arriva Roma con 21 milioni. Seguono Torino (12 milioni), Napoli (11 milioni) e Brescia (7). Tra le prime 10 più «colpite» per i costi influenzali anche Bari, Bergamo, Bologna, Firenze e Verona.
Sul fronte più strettamente sanitario, si fa strada in Basilicata la richiesta di anticipare l’avvio della campagna di vaccinazione delle categorie a rischio, affidata ai medici di famiglia, la cui partenza è prevista a metà novembre. A sostenerlo è il consigliere regionale Adeltina Salierno: «Secondo il crono programma del Ministero - dice - le prime 10 mila dosi del vaccino per l'influenza suina dovrebbero essere già a disposizione dei medici di famiglia dal 21 ottobre scorso. Si tratta comunque – evidenzia Salierno – di un contingente ancora limitato tenuto conto che, a parere degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, il fabbisogno è pari a 80 mila vaccini, necessari per tutelare i soggetti della nostra regione classificati più a rischio».
La Basilicata, lo ricordiamo, ha approntato il Piano operativo regionale per fronteggiare il virus A. L'assessorato alla salute della Regione Basilicata, d’intesa con l'ospedale San Carlo, ha previsto di fronteggiare eventuali emergenze respiratorie che dovessero verificarsi attraverso specifiche apparecchiature già in dotazione presso la struttura ospedaliera del capoluogo.
Il San Carlo, infatti, dispone di particolari apparecchiature, circa 140 in tutto il mondo, in dotazione presso pochi centri in Italia, denominate in ambiente tecnico come Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), in grado di sostituire la funzione respiratoria in quei pazienti che sviluppano gravi forme di broncopolmonite refrattarie a qualsiasi tipo trattamento, come nei casi di influenza da virus A. In particolare l'Ecmo è una tecnica di supporto cardiopolmonare che si è dimostrata efficace nel ridurre la mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca e respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento medico e farmacologico convenzionale massimale.
L'Ecmo è, quindi, un intervento non terapeutico ma di supporto, mantiene il cuore e i polmoni a riposo durante la fase acuta della malattia permettendo cosi' il loro recupero funzionale. Il San Carlo, al momento, ha in dotazione presso l'unità di Cardiochirurgia 4 apparecchiature per l'Ecmo e 4 posti letto perfettamente attrezzati da destinare esclusivamente all'assistenza del paziente affetto da grave complicanza cardio-respiratoria. «La disponibilità di apparecchiature all'avanguardia - ha precisato l'assessore alla Sanità, Antonio Potenza - associata alla competenza e professionalità degli operatori sanitari dell'ospedale deve consentire ai cittadini lucani di fronteggiare l'attesa pandemia influenzale con maggior tranquillità». Parole che riecheggiano nelle case dei lucani, ma che non riescono a mitigare l’ansia che sta turbando i sonni di intere famiglie. Ansia che non è legata soltanto alla possibilità di contrarre il virus, ma anche all’oppor tunità di farsi vaccinare: c’è anche chi dice, tra gli stessi medici, che il vaccino può far male alla salute.
Massimo Brancati
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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