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| Calvera: Tassi da strozzino usuraio condannato a 7 anni e 8 mesi |
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31/10/2009 |
| Sette anni e otto mesi: questa la condanna inflitta a Vincenzo Rondinelli, 44 anni, di Calvera accusato di usura ed estorsione. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni. Rondinelli dovrà anche versare un anticipo di 15 mila e di 10 mila euro sul risarcimento dei danni alle parti civili. Per lui è scattata anche l’in - terdizione dai pubblici uffici e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di due anni.
La sentenza è stata emessa dal collegio del tribunale di Lagonegro composto dal presidente Scorza e a latere dai giudici Ghionni e Barbato. Rondinelli, titolare di un’impresa edile, era accusato di aver praticato tassi annui fino al 200 per cento su alcune somme di denaro prestate a persone in difficoltà economiche della zona del senisese. Tra questa una 43 enne di Senise, all’epoca sub agente di una nota compagnia assicurativa. Il 4 febbraio del 2002, a Francavilla in Sinni, i carabinieri di Senise trovano nella sua auto degli effetti cambiari rilasciati tutti a favore della stessa persona. A quel punto la donna rivela che oltre a Rondinelli si era rivolta anche ad altre persone, tutte di Senise, che aveva saputo prestavano soldi a usura, per pagare dei debiti contratti in campo lavorativo.
Il processo, però, si è svolto per il solo Rondinelli perché per le altre quattro persone coinvolte è scattata la prescrizione già in fase di udienza preliminare. La donna in difficoltà economiche si era rivolta al 44enne costruttore di Calvera una prima volta per un prestito di 9. milioni e mezzo di vecchie lire e successivamente per un altro prestito di 12 milioni di vecchie lire. Nel giro di soli due mesi aveva restituito per il primo prestito la somma di 15 milioni e 620 mila lire e per il secondo la somma di 16 milioni. Non solo, ma sarebbe anche stata costretta dal Rondinelli a dargli gratuitamente due rate di un’assicurazione relativa ad un autocarro di proprietà dell’uomo. La donna, durante il processo, si è costituita parte civile ed è stata rappresentata dall’avvocato Giuseppe Sabella.
PINO PERCIANTE
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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