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| Dal governo 4 mln per la Zfu di Matera |
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29/10/2009 |
| Adesso c’è il crisma dell’ufficialità. Il Governo, come annunciato ieri dal ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha dato il via libera alle 22 Zone franche urbane per favorire lo sviluppo economico e sociale dei quartieri urbani più deboli. La città di Matera con una dotazione di 4 milioni di euro per il primo biennio 2008-2009, rientra tra le 18 aree individuate nel Mezzogiorno.
La zona franca comprende l’area nord vicina a San Giacomo e le adiacenti aree Paip. Dunque dal prossimo gennaio micro imprese fino a 10 dipendenti, piccole imprese fino a 50 dipendenti potranno candidarsi alle iniziative che prevedono agevolazioni fiscali e contributive per dare vita a nuove attività. Ieri a Roma alla cerimonia di sottoscrizione dei contratti delle Zone franche urbane l’unico rappresentante per la città dei Sassi era Angelo Tortorelli, presidente della Camera di Commercio, soddisfatto per l’opportunità che si apre per il territorio ma deluso per la defezione della politica.
«È un vero peccato - afferma - che mancasse la parte politica. Lo dico non con una punta polemica ma di amarezza. La Zona franca urbana potrebbe rappresentare una occasione storica per la nostra città anche perchè le risorse saranno spalmate in un decennio e beneficiare di esenzioni contributive e fiscali come Ires, Irap, Ici e previdenziali non è poco. È una scommessa quella della Zfu che necessita non soltanto della classe imprenditoriale ma anche di quella politica».
E sulla attuale situazione politico-amministrativa a livello locale Tortorelli non si fascia la testa. «Pensiamo al dinamismo della dott.ssa Iaculli commissario prefettizio a Bernalda. Il nostro obiettivo - prosegue Tortorelli - è di lavorare a stretto contatto con il Comune, ente gestore del progetto, mettendo in campo tutte le professionalità e i servizi del sistema camerale per sostenere l’azione e le proposte delle piccole imprese. Sarebbe opportuno, inoltre, istituire presso il Comune uno sportello per la Zona franca urbana».
Antonio Braia, presidente provinciale della Cna, accoglie con favore il varo delle 22 zone franche urbane «che punta a incentivare lo sviluppo della micro e piccola impresa. A questo punto - sottolinea Briaia - occorre che le Istituzioni locali, la Regione, la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio insieme con le Associazioni di categoria, ritrovino una unità d’intenti finalizzata a promuovere sul territorio materano innovativi processi di sviluppo tesi a creare nuova ricchezza ed occupazione».
Per il sen. Cosimo Latronico «si tratta di sperimentare una modalità seguita in altre aree a ritardo di sviluppo d'Europa che attraverso la leva del vantaggio fiscale hanno provato a sollecitare meccanismi di crescita produttiva attraverso un nuovo protagonismo della piccola e media impresa». Il consigliere regionale del Pdl Pa - squale Di Lorenzo esprime soddisfazione per il provvedimento del Governo e per l’impegno dei parlamentari lucani del Pdl.
«Ora con l’annuncio definitivo e dello stanziamento delle somme da parte del Governo nazionale - dice Di Lorenzo - siamo qui a ricordare l’ identico impegno al Governo regionale di Basilicata che è stato impegnato da un ordine del giorno di nostra iniziativa ed approvato dall’intero consiglio regionale e con il quale si sarebbero stanziate somme di pari importo a quelle nazionali un volta conosciuto l’impegno economico esatto. Ora che conosciamo lo stanziamento esatto di queste somme chiediamo che la Regione dia seguito a quanto stabilito dal Consiglio rendendo ancor più appetibile e competitiva la Zfu ed intervenendo su forme di agevolazioni di competenza regionale e per pari importo».
DONATO MASTRANGELO
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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