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Una centrale sotto casa di Carlo Levi? Il paese insorge contro il progetto

25/10/2009



Gli alianesi non la vogliono la centrale a biomasse. Temono conseguenze per ciò che concerne la tutela dell’ambiente. Vorrebbero andare avanti solo con il turismo legato a Carli Levi e con il patrimonio naturalistico dei calanchi, senza dover fare i conti con “intr usi” che qualcuno gli vuole “regalare”.
Ieri si è riunito il “Comitato civico dei calanchi” per fare il punto sul progetto per la centrale termoelettrica a biomasse in nella zona Pip di Acinello, nel territorio del di Stigliano, ma sicuramente più vicino ad Aliano. In effetti, uno dei problemi è proprio questo: Stigliano dà l’ok ad un insediamento che, di fatto, sta più nel territorio di Aliano che non nel suo. I cittadini hanno confermato le motivazioni contrarie all’impianto che dovrebbe costruire la società Gavazzi Green Power Spa di Milano.
Dall’esame dei documenti ottenuti sia dalla Comunità montana Collina Materana che dal Comune di Stigliano, il comitato (guidato da don Pietro Dilenge, parroco del comune dove fu confinato Carlo Levi ), insieme al sindaco di Aliano, Antonio Colaiacovo, hanno rilevato una serie di incongruità.
Per quanto riguarda la convenzione stipulata tra la Comunità montana e la Gavazzi – secondo quanto rilevato dai cittadini – «non sono stati rispettati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di costruzione e per questo la Comunità montana avvrebbe dovuto rescindere unilateralmente la convenzione: un adempimento non compiuto».
Il comitato ritiene che «il responsabile del procedimento ed il presidente della commissione edilizia avrebbero omesso di considerare che le aree del Piano regolatore generale del Comune di Stigliano, tuttora in vigore, adiacenti alla costruenda centrale, prevedono la zona C di espansione, la F per attrezzature ed impianti di interesse generale (scuola superiore, centro mostra mercato e depurazione), la I per l'istruzione (asili, scuole materne, elementari, medie), la zona A relativa ad attrezzature per l'interesse collettivo».
Pertanto, il Comune di Aliano e il Comitato dei calanchi hanno deciso di affidare ad un legale l'incarico di seguire questa vicenda per scongiurare la realizzazione della centrale e tutelare così tutti gli interessi della popolazione alianese, «esposta più di tutti gli altri centri limitrofi a possibili rischi, da quelli sanitari a quelli legati allo sviluppo socio-economico e turistico di Aliano. Non è possibile vanificare gli investimenti in campo agricolo e turistico sinora fatti sia ad Aliano che nell’area della Collina materana».

la gazzetta del mezzogiorno



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