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Casa cara, in dieci anni i costi per un posto letto si sono quasi triplicati

24/10/2009



C’è chi si affida al passaparola, chi preferisce gli annunci sui giornali o Internet, chi infine si rivolge alle associazioni studentesche. Strade diverse per un unico obiettivo: quello di trovare una casa dove trascorrere il periodo universitario.
Una casa, un tetto sopra la testa, un luogo dove dormire e studiare. Riuscire nell’intento, però, è come uscire da una giungla. Una giungla di prezzi e di offerte, ma soprattutto di scarse tutele. Già, perché nella gran parte dei casi i proprietari che affittano le stanze agli studenti lo fanno a prezzi sostanziosi e soprattutto «in nero». Una prassi che ovviamente si ripercuote sulle famiglie. Un esempio: l’aumento vertiginoso dei prezzi registrato negli ultimi anni. Basti pensare negli ultimi dieci anni i costi per un posto letto si sono quasi triplicati, e che nell’ultimo anno si è avuto un incremento di 10- 15 euro al mese.
Una situazione difficile, quindi, denunciata anche dall’associazione «Sui Generis» che sui costi delle case ha realizzato un vero e proprio dossier.
In particolare, secondo la relazione per una stanza doppia in una zona periferica della città si spendono 130 euro al mese, mentre nel centro storico si può arrivare anche a 180 euro al mese. Differenti i prezzi per una stanza singola. In periferia si pagano, infatti, 160 euro, mentre nel centro storico si arriva a 250 euro. Rari, infine, i casi di studenti che, invece, pagano l’affitto per un intero appartamento (in questo caso, tra l’al tro, c’è una vera e propria contrazione dell’offerta). Legato ai costi c’è poi il pagamento, che in molti casi avviene in nero. «Ufficialmente gli studenti che prendono alloggio a titolo oneroso a Potenza sono circa il 15 per cento sul totale degli iscritti - si legge nel dossier - In realtà questo è un valore tutt’altro che attendibile a causa di una pratica molto diffusa che è quella dell’affitto “in nero” cioè senza un regolare contratto registrato».
Tutto questo nonostante le agevolazioni previste per chi affitta a studenti. Il Comune di Potenza, infatti, nel 1999 ha ratificato un protocollo d’intesa che prevede una riduzione dell’Ici e di tutte le altre imposte comunali in caso di affitto a studenti universitari. Pochi, però, sono stati gli effetti concreti di questo protocollo. Tanto che oggi, nel capoluogo, le famiglie continuano a pagare in nero e cifre che crescono anno dopo anno. Soprattutto in alcune zone: come via Mazzini, Discesa San Gerardo, Discesa San Giovanni e rione Francioso. Aree dove si è passati dalle 180-200 mila lire della fine degli anni Novanta agli attuali 250 euro al mese.
Insomma, una situazione che fa riflettere, ma che nello stesso tempo necessita di maggiori controlli. Come sollecita il presidente dell’associazione «Sui generis», Antonio Candela. «Sono anni che denunciamo la questione abitativa come il problema più urgente da risolvere - commenta - La nostra Università conta circa 10000 iscritti ed ha creato un nuovo mercato di affitti nelle due sedi dell’Ateneo. Nelle città di Potenza e di Matera è fortemente radicata “la cultura del nero e del sommerso”, con notevole incremento dei canoni». Sulla stessa lunghezza anche il presidente dell’associazione «Geobas», Giuseppe Mario Grippo che sottolinea il problema chiedendo nel contempo che si trovino delle soluzioni.
ANTONELLA INCISO
Gazzetta del Mezzogiorno



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