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| Senise: area industriale senza telefono? Colpa della pioggia. O di Telecom |
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21/10/2009 |
| I dipendenti che lavorano nell’area industriale di Senise devono sperare ogni giorno che non piova troppo; perché se piove l’indomani si trovano senza linea telefonica. A segnalarlo alla Gazzetta sono i dipendenti di una di queste aziende, la Bulfaro Costruzioni, che lunedi, per l’ennesima volta, sono rientrati negli uffici e si sono ritrovati isolati perché la centralina della Telecom era fuori uso. Per la quinta volta in pochi mesi. “Per la verità- spiegano- i problemi ci sono sempre stati ma negli ultimi mesi, forse a causa dell’ulteriore degrado del sistema, ogni volta che piove un po’ di più la centralina va in tilt”. I dipendenti denunciano una situazione che trova conferme anche nella voce di altri imprenditori della zona, anche se, nel caso specifico, il problema si aggrava per la particolare disposizione tecnica delle linee Telecom. “Noi abbiamo una centralina interna- continuano i dipendenti- che, nel caso di un guasto al sistema centrale, va di volta in volta riprogrammata. Ad essa sono collegati i programmi di contabilità, le buste paga, tutto ciò, insomma, che serve a far vivere un’attività produttiva. La perdita è di tempo, ma anche di soldi spesi per adeguare la nostra centralina. E quando si verifica un guasto, ovviamente non riusciamo a comunicare neanche con i cantieri o con gli altri stabilimenti. Per fortuna abbiamo almeno l’adsl, perché dipende da un’altra linea, ma non il telefono e il fax”. L’azienda minaccia di chiedere i danni alla Telecom qualora la situazione non venga risolta definitivamente. “Ogni volta chiamiamo la Telecom- concludono- arrivano i tecnici e risolvono il problema temporaneamente. Per esempio: lunedi mattina li abbiamo chiamati, sono arrivati ieri alle 14 ma siamo comunque rimasti senza telefono”. Un bel problema per un’azienda che conta in tutto 86 dipendenti, 10 impiegati solo negli uffici di Senise, che ha cantieri in tutta Italia e che ha stabilimenti in Basilicata a Moliterno, Castronuovo e Chiaromonte.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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