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| Addio Orizzonti Lucani benvenuta «Qualità» È la guerra delle etichette |
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20/10/2009 |
| Addio «Orizzonti lucani». Benvenuta «Qualità Lucana». Con il disegno di legge per la «tutela e la valorizzazione dei prodotti agricoli ed agro-alimentari di qualità», approvato ieri dalla Giunta Regionale di Basilicata, il Governo lucano si appresta a mandare in «pensione» il cosiddetto «marchio ombrello» dei prodotti agricoli, presentato in pompa magna il 14 febbraio del 2008, per sostituirlo con una nuova denominazione (dovrebbe rimanere uguale, invece, il logo della girandola a cinque braccia).
«Orizzonti» o «Qualità». È solo un nome, ma, come nella celebre contrapposizione tra Capuleti e Montecchi di shakespeariana memoria, ha già scatenato una «guerra».
L’accusa è quella di aver sprecato tempo e soprattutto fondi pubblici per promuovere un marchio, «Orizzonti lucani», che sarà sostituito con un altro dopo poco più di un anno. «Secondo le prime indiscrezioni raccolte negli uffici del Dipartimento Agricoltura diretto dall’assessore Viti – dice Digilio – il nuovo marchio dovrebbe chiamarsi “Qualità lucana”. Ciò significa che il marchio ombrello nato solo un anno fa per sostenere e accompagnare le produzioni di eccellenza dell’agroalimentare di Basilicata finirà nel cassetto e con esso finiranno nel cestino centinaia di migliaia di euro già spesi. Siamo veramente di fronte ad un atto di schizofrenia politica perché – con - tinua il senatore del Pdl – non riusciamo a capire le motivazioni che hanno indotto a cambiare così rapidamente il marchio con un danno economico per tutti i produttori che lo hanno utilizzato, con presenze ad eventi fieristici sino a quelli più recenti di Milano e Bari, e con il risultato di una grande confusione nel settore della commercializzazione dei nostri prodotti e ancor più per i mercati esteri». Il riferimento è la partecipazione della Regione, sotto l’ombrello di «orizzonti lucani», a numerose manifestazioni settoriali tra cui la fiera del Levante, la fiera di Arezzo, la Fieracavalli di Verona, il Certicib di Milano, il Cibus di Parma, ma anche alla pubblicazione curata dalla Regione con il Marchio «Orizzonti», che ora non potrà più essere utilizzata, e all’accordo triennale con Verona Fiere. Si pensi che, secondo quanto affermato dall’ex assessore all’Ag ricoltura Roberto Falotico, la sola partecipazione alla fiera del Levante era costata circa 300mila euro (comprensivi, però, dello stand mobile acquistato dalla Regione). Insomma, un investimento davvero consistente, per un marchio mandato in pensione tanto presto. L’attuale assessore regionale all’agricoltura, comunque, respinge le accuse al mittente e precisa: « L’esperienza di “Orizzonti lucani” rimane e non sarà certamente cancellata. Ho semplicemente ritenuto che la denominazione “Qualità lucana”, dal punto di vista della comunicazione, precisasse meglio il prodotto che vogliamo promuovere. La continuità, del resto, è garantita dalla permanenza del simbolo della girandola. L’obiettivo del disegno di legge varato dalla Giunta è quello di rilanciare il percorso di “Orizzonti lucani”, attraverso un percorso largamente condiviso anche con le associazioni degli allevatori». Un concetto che, del resto, Viti aveva già espresso il 22 settembre scorso, all’atto della solttoscrizione di un protocollo di intesa con le associazioni allevatori di Potenza e Matera, di un protocollo di intesa di durata triennale per il sostegno alla zootecnia lucana. «La qualità delle nostre produzioni e la tutela della salute pubblica attraverso prodotti certificati e garantiti – ha concluso Viti - sono gli obiettivi principali del disegno di legge. Un messaggio che deve essere percepito dai produttori e dai consumatori, al fine sia di migliorare il posizionamento dei nostri prodotti sui mercati che di assicurare una spesa consapevole».
GIOVANNA LAGUARDIA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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