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Nave dei veleni in campo Regione e Legambiente

20/10/2009



Regione Basilicata e Legambiente sono pronte a fare la loro parte per trovare la «nave dei veleni» a Maratea. Dopo la notizia riportata dalla Gazzetta sabato scorso, la Regione, insieme a ricercatori e rappresentanti delle associazioni ambientaliste che da tempo seguono la vicenda delle cosiddette «navi a perdere», intendono adoperarsi per consentire la rapida individuazione del carico del relitto che si troverebbe a 800 metri di profondità a largo della costa di Mar atea. La Regione e Legambiente si dicono pronte a fornire il loro sostegno e supporto all’attività della nave oceanografica «Astrea» e della nave della Saipem che a breve dovrebbe approdare nella cittadina tirrenica, su richiesta della Procura di Lagonegro che coordina l’inchiesta, per fare le indagini sottomarine nel punto sospetto a 800 metri di profondità dove l’Astrea con la sua strumentazione non può arrivare.

La Regione Basilicata ha inteso, in questo modo, raccogliere la proposta che Legambiente aveva rivolto al ministro dell'Ambiente. Il vice presidente della Basilicata, Vincenzo Santochirico, ed il vicepresidente nazionale di Legambiente, Sebastiano Venneri, infatti, hanno concordato di istituire un gruppo di osservatori indipendenti che possa seguire le operazioni di individuazione e monitoraggio dell’eventuale relitto. Santochirico ha riferito di «considerare la vicenda delle navi affondate nel Mediterraneo con grande attenzione e preoccupazione, in quanto il lavoro dei ricercatori e quello degli investigatori sembra allontanare la speranza che nulla di tutto questo potesse essere accaduto. Il lavoro svolto sino ad ora dalla magistratura è stato positivo e necessita di essere supportato con mezzi e verifiche ulteriori. Non intendiamo sottrarci a nessuna responsabilità – ha detto Santochirico -, ed oltre ad avviare attività di esplorazione e controllo delle matrici ambientali, con le altre Regioni e gli organismi pubblici in materia ambientale e sanitaria, la Basilicata è pronta a sostenere anche le attività investigative, contribuendo così ad esaudire l’esigenza di trasparenza e di certezza che tutti i cittadini si attendono». Intanto, mentre la nave geostazionaria «Oceano» fa rotta verso Cetraro, ieri mattina l’Astrea ha compiuto u n’altra perlustrazione alla ricerca della Yvonne A, la nave che secondo il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti fu fatta affondare a largo di Maratea con 150 bidoni di fanghi radioattivi. Intanto il Parco del Pollino parteciperà alla manifestazione del 24 ottobre ad Amantea «Basta veleni», promossa dal comitato civico «Natale De Grazia», mentre inizierà nei prossimi giorni alla Camera la discussione della mozione bipartisa Realacci –Granata relativa al ritrovamento del relitto di Cetraro che si sospetta possa contenere rifiuti tossici e radioattivi. «Particolare valenza il tema acquista in Basilicata – afferma Salvatore Margotta, vice presidente della Commissione Ambiente della Camera dei deputati nonché firmatario dell’atto parlamentare –. E’ urgente che si faccia piena luce sulla probabile presenza di un relitto anche a largo di Maratea».

Pino Parciante
la gazzetta del mezzogiorno



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