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Una nuova nave per cercare il relitto dei veleni

17/10/2009



Il sospetto che anche i fondali di Maratea possano nascondere una «nave dei veleni» si fa più concreto. In un punto a circa 13 miglia dalla costa della cittadina tirrenica potrebbe davvero esserci qualcosa. Ma che cosa? Si tratta davvero della Yvonne A, la nave descritta dal collaboratore di giustizia Francesco Fonti? Per appurarlo servono ulteriori accertamenti. Ed ecco che, a breve, la nave geostazionaria Ocean o quella della Saipem, del gruppo Eni, sarà inviata anche a largo di Maratea per effettuare un’ispezione in cerca dei presunti veleni (rifiuti tossici e radioattivi) fatti inabissare nel mare del centro tirrenico. E’ quanto si è appreso al termine di un incontro avvenuto ieri mattina presso la Procura della Repubblica di Lagonegro, tra il sostituto procuratore Francesco Greco, che coordina le indagini su Maratea, e tecnici del Ministero dell’Ambiente.

La necessità di far arrivare anche a Maratea una nave geostazionaria si spiega col fatto che uno dei punti dove gli inquirenti (come anticipato dalla Gazzetta nei giorni scorsi) sospettano di poter trovare qualcosa, si trova a circa 800 metri di profondità. Una profondità che non può essere raggiunta dagli strumenti in dotazione all’Astrea, la nave dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che attualmente sta cercando la cosiddetta «nave dei veleni» a Maratea. Da qui la richiesta della nave geostazionaria.

E nella cittadina tirrenica aumenta la preoccupazione per gli effetti e le ricadute negative che potrebbero esserci in caso di scoperta di un altro relitto, dopo quello di Cetraro. Dice il sindaco Mario Di Trani: «La preoccupazione è naturale e anche giustificata ma non possiamo far altro che aspettare i risultati delle esplorazioni augurandoci che siano negativi. Siamo preoccupati, ma allo stesso tempo anche fiduciosi perché le acque di Maratea sono costantemente monitorate e, fino ad ora, non è emerso mai nulla di sospetto. La speranza è – conclude Di Trani – che l’intera vicenda si possa concludere entro la fine dell’anno con esiti negativi».

Intanto, però, i pescatori già da qualche giorno lamentano difficoltà nella vendita del pesce. «Questo perché il dubbio si sta insinuando tra i consumatori”» dice Pino Possidente -.Un dubbio che nel prossimo futuro potrebbe condizionare tutta l’offerta alimentare oltre che turistica dell’intera regione. Intanto ci si mette anche il maltempo a bloccare le ricerche di Astrea che sta esplorando i fondali marini a largo di Maratea, alla ricerca di una delle navi dei veleni descritte dal pentito Fonti. La nave è arrivata lunedì ma ha effettuato esplorazioni solo per poche ore a causa del cattivo tempo e anche ieri è uscita soltanto nel pomeriggio quando si è calmato il vento. Astrea sta dando la caccia al relitto della «Yvonne a»: la nave dei veleni che sarebbe stata fatta affondare a largo di Maratea con 150 fusti di fanghi radioattivi. Tempo permettendo, le esplorazioni proseguiranno fino a domenica e si spingeranno fino a oltre 15 miglia dalla costa. Di navi «velenose» affondate il pentito Fonti ne ha annunciato una trentina nel Mediterraneo.

PINO PERCIANTE
La Gazzetta del Mezzogiorno



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