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Piccola paninoteca sfida Mc Donald’s a colpi di «lucanità»

15/10/2009



Meglio un cheesburgher o un panino con la porchetta? Meglio mostarda, senape e ketchup o una casalinga salsa di pomodoro? Trecento metri di strada dividono lo «Sliding doors» del palato potentino: in via del Gallitello, a Potenza, si confrontano a colpi di sapori e odori due concezioni diametralmente opposte del «buon cibo». Da una parte il colosso multinazionale Mc Donald’s dove si respira un’aria internazionale, globale; dall’altra «Lo spuntino», una paninoteca che offre anche un campionario di piatti caldi già pronti. Tutti rigorosamente fatti in casa. E «made in Basilicata».

Sembra essere lo scenario che ha ispirato il regista pugliese Nico Cirasola: nel suo ultimo film, dal titolo «Focaccia blues», ha raccontato come un’anonima e piccola focacceria di Altamura abbia messo in crisi il punto vendita di Mc Donald’s, fino a costringerlo a chiudere. Insomma, in Puglia il gigante statunitense e i suoi panini non sono riusciti a sopravvivere alla concorrenza di un semplice panettiere che ha surclassato l’hamburger con focaccine farcite e pane alle olive e pomodorini. I clienti si sono via via spostati dal «globale» fast food alla «locale» paninoteca fino a svuotare il Mc Donald’s che - nonostante un cambio di direttore e vari tentativi di animazione e ri-animazione - è stato spinto alla chiusura. Adesso al suo posto c’è una banca.

Potenza come Altamura? Un’altra storia di Davide contro Golia? Nel capoluogo lucano, rispetto a quanto è accaduto nel centro pugliese, le clientele dei due punti vendita spesso s’intrecciano, contribuendo a rimpinguare i rispettivi introiti. In città non ci sono «fondamentalisti dei sapori»: capita spesso che un giorno si preferisca addentare un hamburger e l’altro immergersi nella lucanità di una salsiccia.

Lo confermano i potentini che incontriamo all’uscita de «Lo spuntino» e del Mc Donald’s. Tracciano una linea di confine tra le due realtà, ma non buttano a mare nessuno dei due locali: «Quando ho voglia di mangiare un panino come dio comanda vado nella paninoteca potentina. Se voglio togliermi uno sfizio - dice Luigi Mancino - preferisco il Mc Donald’s. Però qui inganni il tempo, non lo stomaco».
Angelo Berardi è un habitué de «Lo spuntino» che, a differenza di Mancino, non tradisce neppure quando si tratta semplicemente di sgranocchiare qualcosa: «Più che il cibo genuino - dice - inseguo un prodotto casereccio. Mangiare un panino con la salsiccia o un piatto caldo che preparano qui - aggiunge Berardi - mi ricorda casa, quegli odori tipici della cucina».
Rocco Esposito passa al setaccio il bancone de « Lo spuntino». Anche lui è un volto noto nel locale. Ma smonta il cliché della genuinità che non appartiene alla catena Mc Donald’s: «Vengo qui - dice - per comprare la pasta al forno che piace a mio padre. Ma non escludo a priori la possibilità di andare in un fast food. Ci sono troppi luoghi comuni su Mc Donald’s. Non è detto - conclude - che modernità e genuinità non possano andare d’accordo».
È dello stesso avviso Ma - ria Pace che per non scontentare nessuno si affida ad una disamina politically correct: «Sono due realtà diverse che possono tranquillamente convivere. Così come una stessa famiglia, ed è il mio caso, può decidere di recarsi una sera a mangiare hamburger e patatine e un’altra a gustare un panino con la porchetta. So - conclude - che molti miei amici fanno così».
di MASSIMO BRANCATI
Gazzetta del Mezzogiorno



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