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Basilicata scollegata per Ponte Picerno apertura rinviata

9/10/2009



Sarà una coincidenza ma l’autunno per la viabilità lucana si preannuncia caldo. Anzi, caldissimo. L’ordinanza del comune di Brienza, infatti, non è un caso singolo ma si innesta su altre situazioni altrettanto delicate. Due fra tutte: il ponte di Picerno e la strada comunale che attraversa Sasso di Castalda. Arterie stradali, in entrambi i casi, dove sono stati o sono necessari interventi di risistemazione. Ma andiamo con ordine.

Il ponte di Picerno da oltre un anno è sotto cura. Aperto ad una corsia a senso alternato, è stato nuovamente chiuso per consentire la demolizione e la ricostruzione di una trave. Doveva essere nuovamente percorribile il 15 ottobre prossimo ma la data subirà uno slittamento. Di quanto non è ancora dato sapere,ma è certo che quello del 15 ottobre è una giorno che non potrà essere rispettato. D’altra parte, si tratta di un intervento complesso, delicato e di non facile realizzazione, così in settimana l’Anas dovrà stabilire quanti altri giorni saranno necessari per ultimare i lavori sul ponte. Questo, però, non significa solo un allungamento dei tempi per il completamento dell’opera, ma soprattutto il prosieguo dei disagi per automobilisti e autotrasportatori.

Con il traffico dirottato su strade alternative a cominciare da quella che passa per Sant’Angelo le Fratte, sbuca a Caggiano, per poi innestarsi sulla «Salerno- Reggio». Questa è l’arteria che i mezzi pesanti oggi attraversano per immettersi sulle grandi direttrici tirreniche, questa è la strada su cui potrebbe essere dirottati i camion che non possono attraversare Brienza. Il che significa una cosa sola: un aumento notevole di circolazione lungo codesta via.

Ma il destino di un’altra strada si lega con quello di Brienza: la strada che attraversa Sasso di Castalda. Un’arteria che da marzo scorso sarebbe dovuta passare nelle mani della Provincia - come previsto in un protocollo d’intesa - ma che ad oggi è ancora comunale. «C’è un’intesa a cui dobbiamo dare seguito - commenta l’assessore provinciale alla viabilità, Nicola Valluzzi - Ora dobbiamo verificare cosa è accaduto da marzo ad oggi e poi decidere come dare seguito».

Intanto, in attesa della decisione sull’ordinanza resta da definire la questione del sesto lotto della «Tito- Brienza». Un progetto atteso da dieci anni che continua ad essere un’incognita. Dopo essere stato incluso dall’Anas tra le opere appaltabili nel 2008, e essere stato rinviato al 2009, rischia uno stop anche nel 2010. Il motivo? La carenza di fondi. «Non abbiamo copertura finanziaria» commenta il responsabile del compartimento Anas della Basilicata, Michele Franzese.

Il progetto del sesto lotto, però, va avanti e dopo il parere di impatto ambientale del Dipartimento ambiente e le modificazioni per adeguarlo alle nuove normative anti-sismiche, è stato pubblicato all’albo pretorio del comune di Brienza. E, poi, se tutto va bene potrà essere al centro della conferenza di servizio e ultimare l’iter burocratico. Il tutto, però, senza un euro. Il che rende obiettivamente impossibile realizzarlo, a meno che i soldi non vengano messi dal governo regionale, così come ipotizzato in passato. Più di una volta, infatti, l’allora assessore regionale alle infrastrutture Loguercio aveva definito quella strada «un’arteria strategica», sostenendo che su di essa dovessero essere dirottati i fondi del petrolio o quelli destinati alla Saurina. Dell’importanza della strada, però, è convinto anche il neo assessore regionale al ramo, Rocco Vita. «Condivido che si tratti di una strada strategica - commenta - per questo ci stiamo impegnando per fare un crono programma con l’Anas».
Antonella Inciso
Gazzetta del Mezzogiorno



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