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| Sito di Oppido Lucano. In lista del wordl monument watch |
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8/10/2009 |
| "Anche la villa di S. Gilio di Oppido Lucano, per la quale è stato presentato un progetto di ricerca e di valorizzazione presso il Wordl Monument Watch di New York, ha avuto la prestigiosa nomination ed è attualmente presente nella lista ufficiale dei siti da salvare (http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/five-uk-sites-on-watch-list-of-endangered-monuments-1798550.html).”
A comunicarlo il sindaco di Oppido Lucano, Rocco Pappalardo, e l’assessore all’Ambiente Michele Lioi.
Sui 93 progetti selezionati in tutto il mondo (48 le Nazioni coinvolte) S. Gilio (http://www.wmf.org/project/villa-san-gilio ) è tra gli unici tre progetti italiani rientranti insieme al centro storico di Craco (Mt) ed il Ponte Lucano di Tivoli (Rm).
“Una vetrina prestigiosa che tutto il mondo culturale e scientifico – affermano gli amministratori di Oppido Lucano - avrà modo di ammirare ed apprezzare.
Ovviamente ora confidiamo in un concreto interesse da parte delle locali Istituzioni alle quali abbiamo già avuto modo di inviare un progetto per il completo recupero di questo sito, acquisito già a patrimonio comunale nel 2002, così da metterlo a servizio di quanti vorranno apprezzarne la bellezza e l’importanza.
Un fondamentale apporto per questa sfida vinta va riconosciuto agli ex funzionari della Soprintendenza di Basilicata dott. Marcello Tagliente e dott.ssa Alfonsina Russo nonché alla dott.ssa Helga Di Giuseppe.”
Le ville romane di “S. Gilio” e “Masseria Ciccotti”, presenti in agro di Oppido Lucano, in una zona in cui si situavano le antiche stazioni viarie lungo il Tratturo Regio Palmira (attuale Oppido Lucano) - Bradano, fondavano la propria economia su un sistema produttivo integrato basato su cerealicoltura, allevamento ovi/caprino e attività artigianali.
In particolare le ville si specializzavano nello sviluppo degli articolati processi della lavorazione laniera e nella produzione di ceramica e tegole. Grazie ai documenti epigrafici finora rinvenuti siamo in grado di collocare questa zona al centro degli interessi delle più importanti famiglie dell’aristocrazia Urbana di Roma, municipale e locale, qui insediatesi, probabilmente in seguito alla guerra annibalica, con un’intensificazione in epoca tardo-repubblicana, per sfruttare le materie prime del territorio.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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