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| Totalgate: il commissario annulla la gara |
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7/10/2009 |
| Il commissario giudiziale per le attività della Total nel potentino, Piero Sagona, ha annullato d’ufficio l’aggiudicazione definitiva da parte del concessionario Total Italia Spa della gara di appalto per il centro oli di Tempa Rossa, per un corrispettivo di oltre 24 milioni di euro, all’Associazione Temporanea di Imprese (Ati), con capogruppo l’impresa Ferrara Snc di Policoro. Il provvedimento risale ad alcuni giorni fa, ma se ne è avuta notizia oggi. Sagona è stato nominato commissario giudiziale dal gip di Potenza Rocco Pavese nell’ambito del procedimento penale cosiddetto Totalgate su presunte tangenti legate allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi in Basilicata. Nel provvedimento, il commissario ha evidenziato, da una parte, che l’aggiudicazione della gara è risultata «affetta da vizi di legittimità»; dall’altra parte, che vi è un interesse pubblico all’annullamento dell’atto di aggiudicazione, dal momento che «la gara costituisce oggetto delle contestazioni di reati gravissimi» a carico di dirigenti della Total e dell’Ati Ferrara. L’inchiesta giudiziaria Totalgate è stata condotta a Potenza dal pm Henry John Woodcock (da qualche settimana in servizio a Napoli), il quale ha fatto notificare l’avviso di conclusione indagine a 35 persone e una decina di società. Tra gli indagati figurano proprio alcuni dirigenti della Total Italia Esplorazione e produzione (concessionario pubblico per una parte dei giacimenti), tra cui l’ex amministratore delegato Lionel Levha e l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara, ritenuto dall’accusa personaggio chiave dell’inchiesta. Ai dirigenti della Total si contesta di aver pilotato alcuni appalti (tra cui quello ora annullato) in favore di Ferrara, in cambio dell’impegno di quest’ultimo di rifornirsi per cinque anni di lubrificanti e carburanti della società per 15 milioni di euro. Per la procura a Tempa Rossa bisognava fermare tutto. Sia la Total, sia le aziende. Il gip aveva accolto in parte la richiesta, sospendendo il colosso degli idrocarburi francese per un anno. I giudici del Tribunale del Riesame di Potenza hanno scelto un’altra strada: la nomina di un commissario giudiziale, per permettere la prosecuzione dei lavori. Lo prevede il codice, nel caso in cui l’interruzione «dell’attività possa provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio, rilevanti ripercussioni sull’occupazione». «L’attività andrà avanti», si era detto, ma con un supercontrollore con pieni poteri sugli amministratori della Total. Lo stesso controllore che ha annullato la gara.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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