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| Agguato mortale, lo uccidono sotto casa. Forse è lucano |
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3/10/2009 |
| E' stato freddato con più colpi di arma da fuoco sotto casa sua, in via Maroncelli a Gallarate, nel rione di Cajello. Massimo De Presbiteris, la vittima, aveva 33 anni e alcuni organi di stampa riportano fosse di origini lucane, altre di origini calabresi: era già noto alle forze dell'ordine per alcuni precedenti penali e abitava a pochi metri da dove è stato colpito a morte. L'omicidio è avvenuto nella prima serata di venerdì 2 ottobre, è poco prima delle 19,30. Il killer, secondo le versioni raccolte sul posto e che le forze dell'ordine dovranno corroborare, sarebbe arrivato sul posto a bordo di una motocicletta mentre la vittima usciva dall'auto posteggiata. Al culmine di una violenta discussione a strattoni, vari colpi di arma da fuoco (almeno cinque i colpi sparati) da breve distanza hanno raggiunto l'uomo alle gambe e all'addome. Quindi l'aggressore, che aveva il casco, si è allontanato sulla moto - una Honda nera, ma anche questo dettaglio attende conferme. Sembra che alcuni testimoni abbiano visto l'uomo allontanarsi, con la moto che non voleva partire, tanto da spingerla a mano per un tratto.
De Presbiteris in un primo momento era apparso lucido, in grado di parlare e di collaborare con i soccorritori; fra i primi ad accorrere al suo capezzale sarebbe stata la moglie, dopo l'allarme dato da vicini che avevano udito i colpi e si erano affacciati al balcone. Poi si è aggravato, ed è deceduto poco dopo il suo arrivo in ospedale. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, in seguito sono giunti anche il dirigente della Squadra Mobile di Varese Bartolotta e la Scientifica per i rilievi, e l'assessore comunale alla sicurezza Cazzola.
Massimo De Presbiteris lascia moglie e due bambini: grande l'impressione in tutto il quartiere, in particolare tra i vicini della vittima.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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