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| Tutti «a caccia» dello stipendio mensile senza lavorare |
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3/10/2009 |
| È come un virus che si modifica, cambia pelle, ti contagia anche se sei vaccinato. Una pandemia. È la febbre del gioco che, dopo aver monopolizzato i sogni a colpi di jackpot milionari, sta trovando altre strade per espandersi.
Per «catturare» anche gli scettici, quelli che hanno resistito alle tentazioni di lotterie e superenalotto.
Il nuovo fenomeno si chiama «Win for life» ed è l’ultima diavoleria della Sisal per alimentare le speranze degli italiani (e le casse dello Stato). Da quando ha esordito nelle ricevitorie (lo scorso 29 settembre), questo gioco ha calamitato l’attenzione di molti potentini, attratti da una vincita che non ti cambia completamente la vita (la tua e quella delle generazioni a venire) come può farlo il jackpot del superenalotto, ma sicuramente ti aiuta a «campare» meglio. In palio c’è una rendita vitalizia di 4.000 euro al mese per vent’anni. Davvero niente male. Per il vincitore, insomma, sarebbe un po' come avere uno stipendio, senza però dover andare a lavorare, o una pensione, dipende dai punti di vista e dall’età del giocatore.
Il meccanismo di «Win for life» è molto semplice: su una scheda ci sono venti numeri. Lo scommettitore ne segna dieci e poi incrocia le dita. Il sistema assegnerà un undicesimo numero (il cosiddetto «numerone») che, se indovinato insieme ai dieci numeri pronosticati, permetterà di accedere al pagamento della rendita a cui va aggiunto il premio previsto per chi realizza un dieci.
Sono quattro le altre categorie di vincita di «Win for life» e in più il giocatore sarà libero di scegliere il suo prezzo: giocando due euro le probabilità di vincere la rendita e gli altri premi raddoppiano. In questo caso chi indovina «Il numerone», anche senza aver centrato alcun numero pronosticato, accederà alla rendita.
Altre novità rappresentate dal gioco sono quella delle estrazioni (ci saranno tutti i giorni e ad ogni ora, dalle 8 alle 20) e la percentuale erariale (23 per cento) che sarà interamente devoluta all’Abruzzo per la ricostruzione post-terremoto.
In pochi giorni «Win for life» ha spostato gli equilibri del mondo delle scommesse a Potenza. In base ai dati dell’agenzia Agicos nel giorno dell’esordio del gioco gli italiani hanno speso circa 4 milioni di euro, in Basilicata 184 mila euro, a Potenza città qualcosa come 36 mila euro. Il superenalotto, dunque, comincia ad essere insidiato nella sua leadership: la cifra più contenuta intimorisce meno del grasso jackpot e questa «modestia» del montepremi nell’immaginario dei potentini rende il gioco più facile. Ci s’illude di avere maggiori possibilità di vincita. Lo conferma la Sisal, secondo cui per ogni estrazione la probabilità di indovinare dieci numeri è di una su 185 mila: si sale a 3,5 milioni nel caso del vitalizio. Vale a dire duecento volte più facile di un «6» al superenalotto. È vero, sarà più semplice vincere ma non illudiamoci: comunque ci vorrà una buona dose di...
Un’ultima raccomandazione: le persone baciate dalla dea bendata hanno sei mesi di tempo a disposizione per reclamare il premio. Altrimenti, i soldi finiscono nelle casse dello Stato. Dal 2003, lo ricordiamo, è stato accumulato un tesoretto di 15,6 milioni di euro di sostanziose vincite non ritirate.
MASSIMO BRANCATI
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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