HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Giuseppe (Joe) Mazza di Pietrapertosa :scienziato al servizio dell’Umanità

2/10/2009



Pietrapertosa, in provincia di Potenza, incastonata nell’incantevole scenario delle Dolomiti Lucane, con case di pietra grigia,ora baciate dal sole,ora sferzate dal vento, ha dato i natali, 62 anni fa, a Giuseppe Joe Mazza,scienziato di fama mondiale in Scienze dell’Alimentazione ed in Ingegneria biochimica. Attualmente è ricercatore Principale dell’Agricolture ad Agri-Food del Canada, del Centre Research Agri Food Pacific; professore alla British Columbia University di Vancouver, del Food Science Departiment dell’Università di Manitoba, Winnipeg e del Dipartimento di Biologia Umana e Scienze della Nutrizione dell’Università di Guelph.
Joe Mazza, figlio di contadini, fu l’unico, tra gli altri due fratelli e una sorella, a conseguire la licenza di scuola Media e, nel 1967, a diplomarsi come Perito Agrario, a Lavello. Non pago del pur prestigioso titolo di studio conquistato e, nonostante le disagiate condizioni economiche della famiglia, sorretto da una incredibile passione per la materia, si iscrisse alla facoltà di Agraria dell’Università di Napoli. In questa città rimase, però solo sei mesi, perché, grazie ad uno scambio tra studenti meritevoli, approdò all’Università della Manitoba a Winnipeg, Canada, dove, grazie alla sua caparbietà e ad enormi sacrifici personali (ha lavorato anche come minatore e manovale edile) ha conseguito la tanto agognata laurea, fino a diventare,con il tempo, uno dei massimi esperti dell’ingegneria degli alimenti funzionali e nutraceutici e, al tempo stesso, uno dei massimi ed apprezzati divulgatori scientifici del mondo, forte delle sue numerose scoperte nel campo nutrizionale,tanto da fargli meritare,nel 2005, un universale riconoscimento da parte dell’ISI (Information Sciences Institute) e la elezione a Membro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecnologie Alimentari, per l’altissimo numero delle citazioni delle sue pubblicazioni scientifiche. Precedentemente,nel 1992 aveva ricevuto l’ambito premio Award Merit Canada;nel 1994,il Premio WJ Eva dal Canadian Institute off Food Science ad Tecnology per i suoi contributi alla scienza alimentare in Canada e nel 2002 il Queen’s Jubilee Medal,per il suo specifico settore degli alimenti funzionali e nutraceutici.
Il dottor Mazza,autore di oltre 250 articoli scientifici di ricerca,di 5 libri,tra cui “Gli antociani in frutta,verdura e cereali”, e numerose altre pubblicazioni, per favorire la massima divulgazione dei sui studi e delle sue ricerche, ha fondato, per la CRC Press, la Funtional Foods and Nutraceuricals Book Series,di cui è anche redattore capo. In questo modo, può offrire una trattazione completa della scienza e della tecnologia emergente degli alimenti funzionali e nutraceutici, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti ed interessati alla produzione di alimenti o componenti alimentari,che apportano benefici per la salute. In questo specifico settore,inoltre,è autore di 165 articoli sul trasferimento della tecnologia;ha brevettato in Canada e negli Stati Uniti diversi prodotti e relativi processi di lavorazione;ha contribuito e contribuisce in maniera significativa allo sviluppo e alla commercializzazione di tecnologie per la trasformazione di prodotti vegetali; è consulente per Industrie ed Enti pubblici;si occupa della gestione delle risorse umane e finanziare e, in modo esemplare, della formazione degli studenti; affina e sviluppa la ricerca e l’applicazione di bioscienze e sostanze fitochimiche,sempre in relazione alla ricerca alimentare , alla nutrizione umana e alla salute; è richiesto dalle università di tutto il mondo per lezioni e seminari. Perciò, in questi giorni, è stato ospite della Facoltà di Farmacia di Novara,Università agli Studi del Piemonte Orientale, per un ciclo di lezioni e del suo passaggio per Milano,prima di volare verso Vancouver,ne approfittiamo per incontrarlo,sebbene per poco tempo,complice suo cugino paterno Pasquale Mazza , vecchio amico del sottoscritto.

L’appuntamento è per le 10,al binario 4 della stazione Centrale, dove Joe Mazza arriverà da Novara. Il treno è puntale;tra i frettolosi passeggeri c’è lui,accolto dal cugino con un lungo ed affettuoso abbraccio (non si vedevano da molti anni). Me lo presenta e,avvisato per tempo della mia richiesta di una intervista ed accortosi della mia comprensibile soggezione,mi saluta come un vecchio e conosciuto amico,dicendomi :“Suvvia, Labanca, in fin dei conti siamo sempre figli della stessa Terra”. Mi sento rinfrancato e, guadagnata l’uscita,ci avviamo verso un bar, di fronte allo skyline del vecchio ed inconfondibile grattacielo Pirelli: un buon caffè, una comoda poltroncina e,ricreata una familiare scena comune ai vecchi bar di Pietrapertosa o Terranova,inizia la tanto attesa “chiacchierata” con uno dei più illustri corregionali che,sebbene lontani, fanno onore alla nostra Lucania con il loro lavoro.

Professor Mazza,lei ha concentrato le sue ricerche sugli alimenti funzionali e nutraceutici. In poche parole,cosa sono e a cosa servono ?
- Gli alimenti funzionali sono degli alimenti freschi o trasformati che hanno proprietà benefiche sulla salute,indipendentemente dal loro valore nutrizionale. Il termine è stato coniato in Giappone negli anni ottanta. Un esempio di alimenti funzionali sono gli yogurt ed altri prodotti simili fermentati che per il loro alto contenuto di microrganismi vivi arrecano un’azione benefica sull’intestino ed in particolare alla parte terminale del colon. Gli alimenti funzionali si dividono in due categorie. La prima riguarda alimenti che migliorano una specifica funzione fisiologica,al di là dell’influenza sulla crescita corporea e lo sviluppo ed hanno funzioni in relazione a malattie o stati patologici. Un esempio può essere il caffè che per il suo contenuto di caffeina può aumentare le capacità conoscitive.
La seconda categoria riguarda,invece,alimenti che possono concorrere alla riduzione del rischio di una malattia. Per esempio,il pomodoro,che con il suo elevato contenuto di licopene
può ridurre il rischio di tumori. Gli alimenti funzionali,comunque,sono cibi della dieta normale che contengono minerali specifici,vitamine ed acidi grassi,ma anche alimenti con aggiunta di sostanze biologicamente attive come quelle fitochimiche o di altri antiossidanti e protobiotici.
Un alimento può divenire “funzionale” attraverso tecnologie o biotecnologie che consentono di aumentarne la disponibilità o la concentrazione o anche,se necessario,rimuoverne o modificarne alcuni componenti. Inoltre,gli alimenti funzionali possono essere arricchiti di proteine e vitamine. Io stesso ho brevettato prodotti arricchiti con tali componenti, già in vendita nei supermercati canadesi e degli USA.
Molto importanti sono ,inoltre,il riso ricco di vitamina A; Red,olio di cannula;Orange, pomodori con provitamina A (beta-carotene) e cassava con più elevato contenuto di ferro,zinco,proteine e vitamina A. Il riso , alimento unico per milioni di popolazioni povere,originariamente non contiene vitamina A,presente solo nella parte verde della pianta. Il riso con vitamina A,ottenuto con un processo di ingegneria genetica,permette l’assorbimento del ferro e quindi combatte l’anemia ed al tempo stesso evita i rischi di infezioni,cecità notturna o totale,fenomeni che colpiscono quasi 100 milioni di bambini in età prescolare e donne in stato di gravidanza.
Gli alimenti nutraceutici,( termine coniato nel 1990 dal dottore Stephen L Defelice con l’unione delle parole “nutrizione” e “farmaceutico”) sono alimenti o parti di essi che hanno una funzione benefica sulla salute umana,sia in termini di prevenzione che direttamente terapeutici. Non sono,comunque,comuni integratori nutrizionali,ma estratti e concentrati disponibili in natura e particolarmente adatti al riequilibrio e all’ottimizzazione di importanti funzioni del nostro corpo.
Professore, quali sono gli alimenti funzionali e nutraceutici che possiamo assumere nella nostra dita giornaliera?>
- I più comuni sono l’aglio, i legumi,le noci,i broccoli,il latte materno per i neonati. E’ da tenere presente,soprattutto, la fibra che in virtù delle sue proprietà antitumorali e stabilizzanti dei valori della glicemia rende “funzionale” la maggior parte dei vegetali. Altro aspetto interessante,specialmente oggi, lo rivestono gli alimenti funzionali “arricchiti” e “supplementati” di cui sono pieni i nostri supermercati,come per esempio, i cereali “fortificati” con vitamine e minerali,oltre alle bevande di ogni tipo. La parte del leone la fanno gli yogurt da bere con steroli vegetali, che aiutano a controllare il colesterolo, e di fermenti lattici vivi. Se ne raccomanda,comunque,sempre un uso moderato e mai con la convinzione che tali alimenti possano sostituire le normali medicine.
Professore, prima di consigliarne l’uso per il miglioramento della salute,la scienza cosa fa?
Ci vuole una solida sperimentazione che dovrà dimostrarne l’efficacia e la sicurezza. Per questo, seguiamo tre distinte tappe. Innanzi tutto,si passa per una osservazione statistica reale che riconosca ad un determinato alimento le proprietà benefiche;successivamente,si cerca di scoprire altri cibi delle stesse caratteristiche; questi elementi,messi insieme, costituiranno la base dei successivi studi biologici per accertare la presenza delle molecole responsabili delle caratteristiche benefiche. Solo in questo modo si possono arricchire alimenti in cui tali sostanze siano già presenti e conferire una determinata caratteristica a cibi che originariamente non la posseggono.
Durante il “ VI Bioforum “ che si è tenuto a Milano la settimana scorsa, il biologo James Watson, premio Nobel nel ‘62 per aver individuato la struttura del DNA e l’oncologo Umberto Veronesi,direttore scientifico dell’IEO (Istituto Europeo di Oncologia) si sono dichiarati nettamente a favore della ricerca sugli OGM,ritenendo i limiti ed i paletti posti da vari governi assolutamente inaccettabili ed hanno invocato una corretta informazione,perché non si diffonda la paura per la scienza. Veronesi,in modo particolare e con grande determinazione, ha bocciato come incomprensibile la battaglia contro le piante transgeniche e contro le tecnologie, che permetterebbero di avere nuove cure,nuovi farmaci,vaccini , nuove piante e metodi di produzione alimentari. Lei cosa ne pensa?
Io sono sulla stessa linea di questi eminenti scienziati e ribadisco,con assoluta onestà, che bisogna avere fiducia nella ricerca,perché chi lavora in questo campo non spreca il tempo “contro” ,ma “a favore” dell’uomo. Porre dei limiti,perciò,può avere senso solo in presenza di chiare prove che gli studi in questione arrechino danno a qualcuno.
Professore ,oltre agli alimenti “funzionali”, la sua ricerca ha riguardato anche gli “antociani” ed altri composti fenolici. Cosa sono esattamente ed in che modo incidono sul benessere della nostra salute?
Il termine “antociani” è composto da due parole greche,anthos e kyanos,e significa “ fiore blu”. Per meglio intenderci, dirò che sono i pigmenti colorati presenti in natura,quelli che, in parole povere, determinano il colore. Gli antociani,pur non essendo importanti per la nutrizione,hanno lo stesso azioni positive per l’organismo. La più interessante è la loro azione protettiva del “microcircolo”,cioè dei capillari sanguigni. Hanno spiccate proprietà antiossidanti,per cui vengono segnalati come antidoto naturale contro l’invecchiamento. Agli antociani vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie e antiaggreganti delle piastrine ed un’azione vasodilatatoria,per questo costituiscono un vero toccasana per il sistema cardiovascolare. In considerazione di quanto detto, un adeguato consumo di alimenti ricchi di tali sostanze costituisce una delle protezioni più valide contro l’ipercolesterolemia. Essi fungono anche da “scavanger”,cioè scova-rifiuti sui radicali liberi,con azione di protezione contro agenti cancerogeni.
In quali frutti o verdure si trovano maggiormente questi pigmenti?
In primis,c’è il mirtillo, il cui succo è consigliato contro la fragilità capillare (celluliti,varici,emorroidi);ha un’azione antiedemigena ( azione antinfiammatoria delle vie urinarie,per uretriti e prostatiti),utile per la ritenzione idrica ed importante anche per il trattamento della fragilità capillare dell’occhio. Si trovano,inoltre,nei frutti di bosco,nelle melanzane,nell’uva scura e vino rosso, nelle arance rosse ,nelle ciliegie,nelle mele,nelle fragole,nelle pere,oltre che nei fiori di malva e nel carcadé.
In conclusione,tanto più il colorito di frutta e verdura è intenso,(rossastro o bluaceo) tanto maggiore è la concentrazione degli “antociani”.
E i composti fenolici?
I composti fenolici non sono altro che componenti che derivano dal fenolo,dal greco “phainein”, brillare. Il fenolo è un disinfettante, ha proprietà antiossidanti e serve anche alla preparazione di diversi coloranti. Esso si trova nella buccia e nei vinaccioli dell’uva e, in combinazione con il tannino, influisce sul vino determinandone il gusto,il colore,l’aroma e la struttura,in poche parole, la qualità. Essendo antiossidante, il fenolo può agire come anticancerogeno e coadiuvante per il mantenimento ottimale del livello del colesterolo. Il vino rosso ne contiene una concentrazione molto elevata.
Professore,rientrato in Basilicata nel 2001, grazie al programma “Rientro dei cervelli”, lei ha avviato una specifica ricerca sui fenoli prodotti dai vitigni dell’Aglianico. Con quali risultati e,attualmente, a che punto è?
Il progetto è partito in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Basilicata di cui era responsabile il professore Erminio Monteleone,docente di Scienze e tecnologie alimentari. Abbiamo lavorato sui fenoli di ben nove etichette di vini del Vulture. I risultati ottenuti,in seguito,hanno confermato le teorie già conosciute,con l’aggiunta della scoperta della particolarità di questi vitigni ,tanto che il nostro Aglianico risulta essere tra i vini migliori d’Italia.
Altra importante ricerca è stata fatta sulla fitochimica. Di cosa si tratta?>
La fitochimica è lo studio dei processi chimici delle piante medicinali,aromatiche ed alimentari. Molto interessanti sono i processi dei metaboliti secondari delle piante,cioè di quei composti chimici prodotti dalle piante stesse che,però,non sono essenziali per la loro crescita,ma hanno,piuttosto,una funzione di “natura ecologica” e vengono usati dalle piante,per esempio, come difesa dai predatori o per facilitare i processi produttivi. Metaboliti secondari sono i pigmenti,cioè la colorazione specifica di frutti i di piante che,giocando un ruolo di “attrazione” degli animali,li coinvolgono,quasi con inganno, nell’impollinazione e nella dispersione dei semi. Basti osservare, per rendersene conto,gli insetti attratti dai colori dei fiori. Inoltre,dai metaboliti secondari vegetali,vengono estratti composti impiegati dall’uomo come farmaci. Uno dei più importanti sono gli alcaloidi antitumorali vinblastina e vincristina,prodotti dalla Vinca Rosa. Altri derivati dei metaboliti secondari vegetali vengono utilizzati come stupefacenti (morfina,cocaina),ma sempre ed elusivamente a scopo scientifico e terapeutico. Nel mondo animale,dai metaboliti secondari derivano le colorazioni di insetti,anfibi, mammiferi ed uccelli,come segnali di richiamo sessuale e di mimetismo. A differenza di quelli primari,i metaboliti secondari non sono presenti costantemente nell’organismo,ma vengono prodotti solo in stato di necessità. In conclusione,le mie ricerche servono a “scovare” le innumerevoli proprietà delle piante che,inserite in un controllato ciclo alimentare,possono aiutare a rafforzare l’organismo e,quindi,a vivere meglio e più a lungo.
Insomma,professore,quale è l’ obiettivo principale delle sue numerose ricerche e quanto vicino è il suo raggiungimento?
Vede, caro Labanca, nella scienza un obiettivo “finale” non esiste, perché siamo in presenza di una evoluzione continua. Comunque, lo scopo dei miei studi,dei miei sacrifici,anche personali,non dimentichiamoci che ho anche una famiglia con cui vivere,(la moglie Rachelina Scarcella e tre figli,Joseph Carmine,ingegnere chimico,Michael John,professore di musica e Victoria Grazia Filomena,studentessa di Inglese e Filosofia all’Università di Victoria,Canada) è quello di ridurre,anche grazie al consumo di alimenti funzionali e nutraceutici, l’incidenza di malattie croniche, quali il cancro,l’osteoporosi,l’artrite ed il diabete. Sia ben chiaro,comunque che tali alimenti non sono “sostitutivi” dei medicinali,ma complementari ad essi ,anche se assumono grande importanza per la prevenzione delle malattie. Con questo obiettivo,potremo anche abbattere notevolmente il costo della Sanità, che è molto elevato in tutto il mondo.
Professore,dopo questa ampia ed esauriente lezione di chimica e biologia,quanto di questo ben di Dio possiamo trovare in Lucania,visto che abbiamo un’agricoltura fiorente,monti ricoperti da una infinità di erbe officinali (soprattutto il Pollino) e disponiamo anche dell’Agrobios,un valido centro di ricerca nel Metapontino , che si occupa di individuare nuove metodologie di produzione di frutta e verdura di sempre migliore qualità?
Noi,non dimentichiamoci che sono lucano anch’io,nella nostra regione disponiamo molto da cui trarre gli alimenti funzionali. Io stesso conosco l’Agrobios e posso affermare con estrema franchezza ed anche con soddisfazione che i suoi ricercatori svolgono un ottimo lavoro a supporto della nostra agricoltura, che può vantare prodotti di eccellente ed invidiabile qualità.
Professore, tra questi mi permetto di segnalare,senza sottovalutarne altri,il peperone di Senise ( u zafaran),i fagioli di Sarconi e la melanzana rossa di Rotonda. Per il nostro alimento “principe”, il peperone,è bene sapere che è stato proprio un nostro corregionale di Forenza,il colonnello della Finanza,ora in pensione, Ettore Liuni ad aver aperto il Centro Studi Capsor,con sede a Bologna,con lo scopo di “studiare” ,catalogare e divulgare tutte le caratteristiche scientifiche e curative del peperoncino,tanto da esserne stato definito “ Il sacerdote”, per l’impegno e la competenza con cui ne porta avanti l’attività. Tra le tante regole dettate dal Liuni,due ci sembrano le più importanti da seguire:consumato in polvere (compresi i semi),il peperoncino va mangiato crudo sulle pietanze e nella misura di un grammo per ogni dieci chili di peso. Professore Mazza,vuole spiegare a noi tutti incalliti consumatori di peperoncino, le sue caratteristiche chimiche ed organolettiche,in parole povere,cosa c’è in quella “magica” polvere rossa?
Mi invita a nozze,caro Labanca. Innanzi tutto,congratulazione al colonnello Liuni per la sua meritoria attività,con l’auspicio di poterlo incontrare in uno dei miei prossimi viaggi a Milano.
Il principio attivo del peperoncino è la “capsicina o capsaicina”, che è prodotta da ghiandole situate tra la parete del frutto e la placenta (il tessuto che sorregge i semi), soprattutto quest’ultima è ricca di capsaicina,mentre i semi,contrariamente all’opinione comune, sono ricoperti in superficie di capsacinoidi,ma ne sono internamente privi. E’conosciuta ed apprezzata per la sua azione “rubefacente” ,vale a dire capacità di stimolare il flusso del sangue. Il sapore violento e piccante del peperoncino,in grado di valorizzare un gran numero di pietanze,è determinato proprio dalla grande quantità di capsicina. Perciò, ne è sufficiente un dosaggio minimo per provocare chimicamente ,dopo una piacevole sensazione di bruciore, un rapido rilascio di adrenalina,dando,di conseguenza, una benevola sferzata di energia. A questa prima scarica ormonale,fa seguito la liberazione di endorfine,che altro non sono che”oppioidi” che hanno una elevata attività analgesica ed eccitante.
L’uso analgesico,cioè contro il dolore, è noto da anni,tanto che,per riferire un fatto assai curioso,nella Cina antica, si usava strofinare con estratti di peperoncino lo scroto degli eunuchi, prima della loro castrazione. Difatti, è scientificamente provato con la scoperta dei “ricettori” della capsicina che come tali trasmettono “poco” le sensazioni del dolore e del calore. Inoltre,la capsicina è un efficace stimolante gastrico,antireumatico ed antifermentativo intestinale. Quanto alle indicazione del colonnello Liuni, esse sono assolutamente corrette e colgo l’occasione per rivolgergli,tramite La Siritide,i miei più vivi apprezzamenti.
Professore, cosa dire dei fagioli di Sarconi e della melanzana rossa di Rotonda?
Innanzi tutto,mi compiaccio con i ricercatori lucani che,finalmente, cercano la “qualità” dei prodotti,oltre,ovviamente la quantità,per ovvi fini commerciali. I valori nutrizionali sia dei fagioli,specialmente dei borlotti con pigmenti rossi, che della melanzana di Rotonda sono altissimi ed importantissimi per una corretta alimentazione e vanno visti anche in funzione di prevenzione.
Insomma,se aggiungiamo agli alimenti l’aria buona , abbiamo esattamente il ritratto della nostra regione per vivere bene e a lungo,anche alla luce dei tanti centenari che ci sono in Lucania:giorni fa, ha raggiunto il secolo di vita la signora Germana Maria Rosa di Senise e,proprio al suo paese, è vissuta 113 anni,3 mesi e 24 giorni la nonnina Lucia Lauria.
E’ proprio vero. La mia compaesana ,che ho avuto il piacere di conoscere, è vissuta con cibi umili, svolgendo le sue attività fino a pochi anni dalla sua scomparsa in un ambiente salubre, dove la natura chiede solo di essere sfruttata ragionevolmente.
Professore, visto che si occupa anche di commercializzazione,i nostri prodotti agro-alimentari,possono trovare sbocchi commerciali in Canada?
Senz’altro. Proprio per questo,l’anno scorso, una delegazione canadese ha visitato il nostro Metapontino, per allacciare,ove possibile,proficui rapporti commerciali. Per riuscirvi,però,le nostre organizzazioni e le stesse strutture devono dimostrarsi all’altezza dei tempi e del mercato.
Professore,siamo a Milano,la città dell’EXPO 2015, il cui tema dominante è “Nutriamo il mondo”. Ci riusciremo,un giorno?
Noi ci stiamo provando. Gli sforzi di tutti gli scienziati sono indirizzati verso questo nobile obiettivo,anche se in alcuni paesi sottosviluppati incontriamo seri problemi ed ostacoli, anche di natura politica. Oggi,non bisogna più insistere solo sull’aiuto concreto che può essere l’invio di sterminate quantità di derrate alimentari,ma quanto di far crescere,negli stessi paesi,oltre che una diversa educazione,anche dei tecnici locali che siano capaci di sfruttare le risorse della loro stessa terra. Io stesso,per esempio, ho partecipato alla “formazione” di ricercatori e professori provenienti dalla Tailandia,Zambia, Sri Lanka,Urbekistan,Turchia, Ghana,Messico e Argentina, che ora si stanno occupando direttamente della valorizzazione delle loro risorse. Non c’è altra strada ,se vogliono veramente riuscire a nutrire tutto il mondo. E’ questo,in fondo,l’obiettivo finale degli sforzi miei personali e di tutti coloro i quali si occupano di alimentazione,perché il nostro lavoro dovrà diventare una “missione”, in cui tutti,governi compresi,si dovranno sentire partecipi e protagonisti.

Il tempo stringe ed il cugino Pasquale mi sollecita ,giustamente,di “liberare” Joe, perché atteso dagli altri familiari. Lo accontento,ma durante il tragitto per arrivare alla macchina,gli rubo un’ultima domanda
Come giudica la nostra regione e quali suggerimenti si sente di dare ai nostri governanti e cittadini per favorire il suo definitivo rilancio?
La Lucania, mi si passi il termine, ma è quello che preferisco maggiormente, oggi ha tutto per non essere più tra le ultime regioni d’Italia:natura incontaminata,tanta buona acqua,mari e monti meravigliosi,ora anche petrolio in abbondanza. Si tratta solo di saper sfruttare con intelligenza ed altruismo questi doni della Natura,attraverso una seria politica di programmazione economica che sia al passo con i tempi e che tenga anche in buon conto l’istruzione e,di conseguenza, l’Università, dalla cui fucina,se ben alimentata,potranno uscire validi ricercatori. Questo è l’augurio che faccio alla mia cara Terra ,che porto sempre nel cuore.

Raggiunta la macchina sotto il “Pirellone”,sono costretto a salutare a malincuore lo scienziato Mazza,ora l’amico Joe:una calorosa stretta di mano ed un arrivederci a presto, magari sul Pollino, in cerca di erbe. Il tempo è davvero finito,fra poche ore lo attende il Boeing che volerà alto per riportarlo a Vancouver,come alta vola la sua nobile missione, proprio come il Volo dell’Angelo, nel cielo terso della sua amata e desiderata Pietrapertosa.

Giovanni Labanca



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo