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| Prezzi in picchiata per il grano lucano |
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30/09/2009 |
| Prezzi in picchiata per il grano duro lucano, tra quelli utilizzati per le paste alimentari da esportazioni. Lo denuncia la Cia della Basilicata, nonostante il crollo delle produzioni registrato non solo al Sud (-39% in Puglia, -40% in Basilicata, -44% in Calabria, -35% in Sicilia) ma anche al Centro-Nord. i prezzi pagati ai produttori variano dai 13 ai 15 euro al quintale, un 'taglio' del 45% rispetto a a quelli di venti anni fa, quando le quotazioni erano di 50mila lire (25,82 euro) per ogni quintale.
«I produttori – sostiene la Cia - sono ormai al collasso e oltretutto fanno i conti con costi superiori del 25 per cento rispetto al 2008. Intanto, continua a crescere in maniera preoccupante l’importazione dai paesi extracomunitari, come gli Stati Uniti, il Canada, il Messico, l’Australia e la Turchia, con danni irreparabili per il prodotto nazionale. Il rischio, tutt'altro che remoto, è che molti agricoltori, visto lo scenario deprimente, non procedano alle prossime semine. I costi per ettaro sono di circa 900 euro, mentre i ricavi non arrivano a 600 euro». Da qui la richiesta della Cia verso il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia di aprire subito un tavolo di confronto fra tutti i vari soggetti della filiera e l’approvazione in tempi rapidi il piano cerealicolo nazionale.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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