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| PO Val d'Agri: San Chirico R. ultimo in classifica? "E' solo per fare meglio" |
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29/09/2009 |
| “Ultimi per essere i primi”. Si potrebbe estremizzare così la volontà dell’amministrazione attuale di San Chirico Raparo, dopo che il report sui comuni virtuosi della Val d’Agri, quelli cioè che hanno speso di più dei fondi stanziati nell’ambito del Piano Operativo per il petrolio, lo vede all’ultimo posto. Appena l’8,1 per cento dei fondi spesi, vi è scritto, contro l’oltre 74 per cento di Sant’Arcangelo, che è primo. I motivi di questi ritardi li abbiamo chiesti al sindaco, Claudio Borneo. “Si può dire che il nostro è stato un atto di coraggio- dice il sindaco- nel senso che abbiamo avuto bisogno di tempo per rimodulare alcuni punti della programmazione che non ritenevamo sufficienti a soddisfare una necessità specifica e comprensoriale al tempo stesso”. Due i progetti presentati dall’amministrazione precedente e “bocciati” dall’amministrazione Borneo. “Il primo: costruire ex novo una sorta di cinta muraria nel centro abitato(240mila euro)- dice il sindaco- Il secondo: la costruzione di una grande piscina coperta in località Torre San Vito. Entrambi i progetti, che richiedevano la spesa di considerevoli somme di denaro che adesso sono state spalmate, non sono stati considerati di importanza collettiva soprattutto in un’ottica di occupazione futura. Per quanto riguarda la piscina, crediamo che, alla luce dell’esistenza di altre strutture a Senise ora e a Sant’Arcangelo domani, la nostra area non avesse un bacino sufficientemente grande”. Due le direttrici lungo le quali si muove la programmazione attuale del P.O. sanchirichese: il turismo, con la riqualificazione di Palazzo Barletta e Sant’Angelo Raparo; i servizi socio-assistenziali, con l’ampliamento della casa di riposo e con l’obiettivo di farla diventare RSA, per favorire maggiore occupazione e minori costi di gestione. I tempi della normale burocrazia e la rimodulazione della programmazione ci hanno rallentato, ma già in appena un anno, abbiamo conquistato terreno nei confronti di comuni più avanti di noi”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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