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Regione Basilicata: contro il nucleare alla Corte Costituzionale

29/09/2009



La Basilicata ricorrerà alla Corte Costituzionale contro la legge 99/2009 che toglie alle regioni le competenze in materia di installazione di centrali atomiche e di estrazione di idrocarburi. «Con la legge Sviluppo, il Governo ha violato la Costituzione, esautorando le Regioni delle loro prerogative per quanto riguarda la produzione di energia e il governo del territorio».
Lo ha affermato il vice presidente della Regione, Vincenzo Santochirico commentando la decisione del Consiglio regionale di impugnare dinanzi alla Consulta alcuni articoli della legge, che dà la possibilità al Governo di decidere da solo dove collocare nuovi impianti nucleari, nonchè di consentire l’estrazione di idrocarburi con un procedimento unico in capo all’amministrazione dello Stato.

«La Basilicata ha deciso di impugnare la norma alla Corte costituzionale – ha aggiunto Santochirico – in quanto siamo davanti ad una legge che non solo va contro le scelte fatte dalla Basilicata, che nel suo Piano energetico e ambientale ha ribadito il 'no' al nucleare e il suo impegno per diffondere il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, ma che è palesemente contro l’articolo 117 della Costituzione. Inoltre - rimarca il vice presidente della Basilicata – viene violato il principio, più volte ribadito dalla Consulta, secondo cui le intese tra Stato e Regioni costituiscono condizione minima e imprescindibile per la legittimità costituzionale della legge statale. È chiaro a tutti – conclude Santochirico – che il Governo ha violato questi principi, nonostante da tempo le Regioni, e la Basilicata su questo è stata in prima linea, abbiano denunciato la forzatura, che costituisce un vero e proprio esproprio del potere di intervento e decisione su materie delicate come quelle che riguardano il nucleare e le attività estrattive».



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