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| Consorzio di bonifica 150 lavoratori da 4 mesi senza stipendio |
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27/09/2009 |
| Continuano ad erogare acqua ma non ricevono lo stipendio da quattro mesi. È la condizione precaria che vivono i dipendenti del Consorzio di Bonifica dell’Alta Val d’Agri senza stipendio dal mese di giugno. La vertenza, che si trascina ormai da anni, coinvolge oltre 120 operai a contratto indeterminato e una trentina di stagionali nelle valli dell’Agri, Sinni, Mercure e Noce.
Circa centocinquanta famiglie, molte a monoreddito che vivono un disagio finanziario e morale.
I diversi appelli di operai e forze sindacali alla Presidenza del Consorzio e all’ assessore regionale all’agricoltura, per una soluzione radicale della vicenda, sono serviti soltanto al pagamento di qualche mensilità arretrata.
Le problematiche vere, storiche - come sostenevano i sindacati all’ennesima protesta di fine giugno - legate all’approvazione della riforma dei consorzi di bonifica, per una maggiore efficienza gestionale, migliore razionalità di strutture e risorse umane, in un settore di vitale importanza non sono mai state affrontate. Così come la richiesta di «una logica gestionale improntata al rigore finanziario e al rispetto dei diritti dei lavoratori».
Ciononostante gli addetti agli impianti, pur senza salario, prestano la loro opera in una stagione magra di precipitazioni, mostrando uno spiccato senso del dovere verso migliaia di utenze, comprese le tante aziende del comparto produttivo.
La situazione più incresciosa la vivono gli stagionali, assunti con un particolare contratto ciclico per sette mesi all'anno, senza nessun ammortizzatore sociale, che non percepiscono la disoccupazione da 2 anni. Inoltre le spese di carburante per la percorrenza dei mezzi propri e meccanici esterni, per interventi sulla rete irrigua, sono a totale carico del personale da più di un anno.
Un quadro difficile nel quale rientrano l’indotto con le attese dei fornitori e le condizioni precarie, in cui versano strutture e serbatoi dell’Ente.
I lavoratori stanchi, hanno investito della questione i sindaci, dei circa 50 comuni serviti, e non escludono forme di protesta eclatanti.
Salvatore Lovoi
La gazzetta del mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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