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Valerio: un'altra morte lucana per lavoro. Domani i funerali

25/09/2009



Morire di lavoro, in autostrada. Morire in una notte di settembre, a 21 anni. Così giovane era Valerio Messuti, di Sarconi. Due notti fa è morto mentre lavorava con altri due colleghi, per conto dell’impresa esecutrice Carena Spa di Genova, sul cestello elevatore all’interno della galleria nel cantiere di Tarsia, in provincia di Cosenza, sull'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria. Qui è in corso la costruzione della nuova galleria «Serra dell’Ospedale», sulla carreggiata nord. Da quanto si è appreso un blocco di argilla si è staccato improvvisamente dal fronte di scavo ed ha colpito alla testa il giovane operaio, che è deceduto, mentre gli altri due colleghi sono rimasti illesi. Oggi pomeriggio la salma di Valerio giungerà a Sarconi. Non appena il Comune di Tarsia rilascerà i relativi documenti il carro funebre muoverà verso l'abitazione di Valerio in viale dei Giardini. I funerali avranno luogo domani mattina alle ore 10:00 nella Chiesa di Sant'Antonio.L’Anas ha nominato una commissione di inchiesta per chiarire le cause dell’incidente, perché dalle prime analisi effettuate risulta che la nuova galleria non presenta alcun segno di cedimento o di altre anomalie strutturali. “Una vita così giovane ma già così piena di senso di responsabilità e di rispetto” dicono i suoi amici in uno dei tanti pensieri lasciati su facebook. Un senso di responsabilità ereditato dalla famiglia: anche papà Domenico è un operaio edile. La sua fame di lavoro non era stata soddisfatta dall’oro nero della sua terra ed era stato costretto a lavorare lontano dalla Val d’Agri. Era a Reggio Emilia quando lo ha raggiunto la terribile notizia. E’ subito ripartito per raggiungere sua moglie e l’altro figlio in Calabria, dove per tutta la giornata di ieri il corpo di Valerio è rimasto in attesa dell’autopsia. Valerio lavorava sui cantieri già da qualche anno. Oggi è diventato la quarta vittima del lavoro in appena 48 ore. Una carneficina che si è consumata su tutto il territorio nazionale, dal nord al sud d'Italia, nei piccoli cantieri ed in quelli delle grandi infrastrutture. “Un bollettino di guerra- dice Raffaele Rotondaro della Fillea Cgil, responsabile dei cantieri del tratto lucano, uno dei più pericolosi- con la sicurezza non si gioca, e il Governo non può preferire l’informazione alla repressione rispetto a ditte che non rispettano le norme vigenti. Sono numerosi gli incidenti verificatisi lungo il tratto tra potenza e Salerno e il sindacato più volte ha denunciato gli accaduti. Denunciamo che spesso gli operai venbgono fatti lavorare in condizioni precari, con gli straordinari, senza servizi di prima necessità. Domani piangeremo questo nostro figlio della Val d’Agri e poi, cosa succederà?Le istituzioni, tutte le istituzioni, devono assumersi le loro responsabilità”. Una prevenzione che, secondo Feneal-Uil e Uil della Basilicata si chiama “passaporto informativo, “non sappiamo proprio per la sua giovanissima età se Messuti prima di essere avviato al lavoro in cantiere abbia frequentato il corso delle 16 ore, tanto più necessario per i lavoratori alle prime esperienze specie in cantieri edili sicuramente complessi, e se abbia ricevuto adeguate informazioni sulle modalità del lavoro da eseguire.
“Esprimo tutto il mio cordoglio- ha invece detto il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero- e auspico che l’inchiesta della magistratura faccia luce e aiuti a scongiurare altre tragedie come questa”.



Mariapaola Vergallito



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