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| La nave oceanografica Astrea da oggi setaccia il Tirreno |
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23/09/2009 |
| La nave oceanografica Astrea è arrivata nel mare della Calabria e già oggi cominceranno i campionamenti al largo di Cetraro dopo il ritrovamento del relitto che si sospetta contenere rifiuti tossici. Poi, l’Astrea avvierà una vera e propria campagna esplorativa nel Tirreno alla ricerca di altre navi dei veleni, interessando anche la Basilicata. Infatti il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti ha indicato anche Maratea come cimitero di una seconda nave fatta inabissare contemporaneamente a quella di Cetraro.
Se le parole di Fonti dovessero trovare conferma allora anche il bellissimo mare di Maratea potrebbe essere stato trasformato in una tomba di veleni. Il relitto, individuato a 500 metri di profondità al largo di Cetraro, potrebbe appartenere alla Cunski, il mercantile che il pentito della ‘ndrangheta, ha detto di aver fatto affondare con l'esplosivo nel 1992 con l’aiuto del clan Muto. La nave, secondo le parole del pentito, era carica di 120 fusti di scorie radioattive. Sui fondali di Maratea, invece, potrebbe giacere la Yvonne A che, sempre secondo Fonti, fu fatta affondare con 150 bidoni di fanghi radioattivi.
«La risposta del Governo sul caso delle navi affondate, dopo il ritrovamento del mercantile Cunski, preoccupa perché debole e inadeguata».
E’ quanto afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, condividendo la denuncia lanciata dalla Regione Calabria. «Non si tratta – aggiunge Realacci – di mandare qualche nave a fare delle banali analisi sulla fauna ittica e sulle condizioni ambientali del mare. E’ una vicenda di straordinaria gravità per cui è necessaria la mobilitazione dello stato ai massimi livelli. Se i luoghi degli affondamenti delle navi – conclude Realacci – cor rispondono a quanto emerso dai documenti raccolti in questi 15 anni e dalle ultime dichiarazioni del pentito Fonti, siamo di fronte ad una questione che non riguarda solo la Calabria ma quasi tutte le regioni costiere italiane a cominciare da Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia». Il vice presidente di Legambiente, Sebastiano Venneri, lancia un appello nel giorno dell’anniversario dell’affondamento della nave Rigel, battente bandiera maltese: «Dal 1987 il relitto della Rigel giace sui fondali calabresi con il suo carico sospetto e il suo affondamento costituisce un tassello fondamentale per giungere alla verità sulle navi dei veleni. Per fare chiarezza sull’intera vicenda che vede coinvolti industriali, politici, trafficanti d’armi, faccendieri, mafiosi e servizi segreti deviati, è necessario riaprire l’inchiesta e individuare il relitto con il suo carico».
PINO PERCIANTE
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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