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| La Basilicata piange il suo «tenente buono» |
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21/09/2009 |
| Sveglia alle 4 del mattino e partenza per Roma, per seguire i funerali di Stato nella chiesa di San Paolo Fuori le Mura, per dire l’ultimo addio ad Antonio Fortunato, il 35 concittadino doppiamente sfortunato, per non aver trovato un lavoro degno di questo nome a casa e essere dovuto emigrare, e per essere morto in Afghanistan, avvolto in quella divisa che, unica, gli aveva offerto pane certo. Tramutola si prepara a vivere il giorno dell’ad - dio per quel figlio partito e che non tornerà più. «Si parte per Roma per andare a salutare per l’ultima volta l’amico ed eroemartire della libertà ten. Antonio Fortunato - scrive un amico su internet - dopo il funerale di Sato accompagneremo il feretro a Badesse vicino Siena dove avverranno i funerali in forma privata. Questo piccolo paese ha perso un grande uomo».
Tramutola lo sa bene. E per questo già ieri sono partite decine di auto per Roma, per accogliere quella bara al rientro in Italia. Una delegazione ufficiale del Comune, guidata dal sindaco Ugo Salera, altri gruppi di amici e parenti alla rinfusa, e questa notte, alle 4, partierà un pullman organizzato dalla Parrocchia. «Saremo una cinquantina di persone - dice il parroco don Michele Palumbo - e abbiamo voluto andare a far sentire la nostra vicinanza ad Antonio e a tutti i suoi familiari».
Ma anche chi resta non può pensare ad altro. Così oggi, mentre a Roma si svolgeranno i funerali di Stato, a Tramutola i compaesani si ritroveranno nella sala parrocchiale della Santissima Trinità per seguire i funerali su maxischermo e anche nelle scuole del paese ci si fermerà per un attimo di riflessione in coincidenza con l’avvio della cerimonia e le lezioni parleranno, specie nelle classi più avanzate, parlando di pace. Anche a Potenza il dolore per la scomparsa del capitano (grado a cui è stato promosso dopo la morte) Antonio Fortunato sarà manifesto. Una messa in cattedrale a cui parteciperanno i massimi esponenti di forze armate e forze dell’ordine accanto a cittadini e istituzioni.
Istituzioni che faranno sentire anche a Roma la propria presenza, con delegazioni di Regione e Provincia, guidate dai rispettivi presidenti Vito De Filippo e Piero Lacorazza. E a Roma ci sarà anche un altro lucano impegnato nel mondo: il primo vicepresidente Ue Gianni Pittella che rappresenterà il parlamento europeo alla cerimonia. Per lui un alto ruolo istituzionale che si somma al dolore per un conterraneo.
Giovanni Rivelli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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