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| Lagonegrese diviso sulla differenziata |
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19/09/2009 |
| Sindaci divisi sulla raccolta dei rifiuti nel Lagonegrese. Non c’è accordo sull’affidamento della differenziata. Il sindaco di Lauria, Antonio Pisani, minaccia addirittura di uscire dal consorzio e di proseguire per conto proprio. Ma intanto c’è anche il problema delle discariche di Carpineto.
La vecchia è in via di esaurimento, mentre la nuova potrà accogliere solo rifiuti differenziati. La vecchia discarica di Carpineto era stata chiusa a fine marzo e poi riaperta a luglio con una proroga di 10 mila metri cubi in attesa che si completassero, sempre a Carpineto, i lavori del nuovo impianto che, però, potrà accogliere soltanto rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. E così mentre i sindaci litigano, il rischio di un’emergenza rifiuti nel Lagonegrese si fa sempre più concreto. La situazione si è complicata negli ultimi giorni dopo che il presidente della Regione, Vito De Filippo, ha indicato la discarica di Carpineto come posto dove conferire i rifiuti anche di Potenza. In questa maniera la vecchia discarica sarà satura nel giro di poche settimane e anche se la nuova fosse pronta entro il mese di ottobre potrebbe non entrare in funzione per quella data. Di conseguenza i comuni che scaricano a Lauria non avranno dove conferire i rifiuti. Se ne è discusso in un incontro tenutosi ieri pomeriggio alla Comunità montana del Lagonegrese, al termine del quale, come riferisce il sindaco di Episcopia Biagio Costanzo, «si è deciso di aggiornare la seduta con una serie di incontri volti a studiare le possibilità tecniche e giuridiche della gestione della differenziata e soprattutto le garanzie di affidabilità della società cui il servizio dovrebbe essere attribuito e che entro 10 giorni dovrebbe presentare il piano industriale».
Pino Perciante |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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