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| Tragedia ad Atella: bimbi in bici sotto bus, uno muore, altro in coma |
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16/09/2009 |
| Morire a 10 anni, mentre in bicicletta si torna a casa, con un pullman che piomba addosso e non ti lascia scampo. Tragedia della strada, ieri sera, ad Atella, in via Giovanni XXIII, la strada che spacca in due il paese. Peppino Di Muro, 10 anni, non ce l’ha fatta ed è morto poco dopo il violento impatto al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Melfi, dove era stato trasportato. Un suo coetaneo compagno di giochi, invece, è in gravi condizioni all’ospedale San Carlo di Potenza.
Tutto è avvenuto intorno alle 19.30. I due stavano giocando con una piccola mountain bike su una strada che porta al centro sportivo del paese, all’altezza del tratto terminale del Corso Giovanni XXIII che porta fuori dal paese. Una strada in discesa su cui è facile prendere velocità. Quando i due bambini a bordo della bicicletta hanno iniziato ad attraversare viale Giovanni XXIII si sono incrociati con il pullman di linea della Sita che da Melfi la sera porta fino a Ruvo del Monte facendo sosta nei vari paesi che incontro (Rionero, Atella e San Fele).
L’autista, condotto in caserma, avrebbe raccontato di aver visto il mezzo a due ruote solo all’ultimo momento uscire a tutta velocità sulla strada che stava percorrendo e di non aver potuto fare nulla per evitare l’impatto. Gli accertamenti dei carabinieri di Melfi, guidati dal Tenente Vincenzo Varriale sono in corso sotto il coordinamento del Pm di Melfi Sofia Anfossi e l’uomo è stato sottoposto agli esami di rito dai quali, a quanto si è saputo, non sarebbe emerso nulla di significativo.
A Potenza, intanto, il compagno di giochi di Peppino è in coma. I sanitari si sono riservati la prognosi, ma il bambino non sarebbe in condizioni disperate. Lo stato di incoscienza sarebbe stato determinato da due emorragie interne, entrambe ritenute però «non particolarmente allarmanti». In particolare una di queste, che avrebbe creato una sacca di sangue tra cranio e cervello, viene tenuta sotto controllo ma non avrebbe compromesso il tessuto cerebrale ed è stato sottoposto a terapia farmacologica senza che si riscontrasse, al momento, la necessità di intervenire. Per lui l’auspicio è che tutto possa risolversi in un orrendo ricordo. Cosa che, purtroppo non potrà essere per il suo compagno di giochi.
di ANTONIO PACE
e GIOVANNI RIVELLI
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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