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La tremolite fa un'altra vittima: una donna di Viggianello

9/09/2009



La tremolite ha fatto un’altra vittima. Si tratta di una bracciante agricola di 63 anni di Viggianello, Giuseppina Caputo, morta lunedì scorso. Oggi si celebrano i funerali. Salgono così a otto le morti accertate per mesotelioma pleurico, il tumore causato dall’esposizione all’amianto. Un altro caso di mesotelioma è stato accertato proprio ieri mattina a Castelluccio Superiore.

L’area sud, quindi, continua ad essere alle prese con il pericolo delle rocce verdi. Il rischio non è limitato ai soli territori di Seluci di Lauria e Castelluccio Superiore (dove furono scoperti i primi affioramenti) ma si estende fino a Terranova del Pollino. Le persone colpite sono contadini, braccianti e anche un operaio, persone che per motivi di lavoro sono venute a contatto con le fibre di amianto disperse nell’aria a causa della frammentazione naturale o accidentale delle rocce verdi. E cresce l’allarme dal momento che alle tre morti accertate tra il 2000 e il 2002, si sono aggiunti altri cinque decessi. L’ultimo in ordine di tempo è quello della bracciante agricola di Viggianello. Prima di lei, stessa sorte era toccata ad altre due donne (di Lauria e San Severino Lucano) e due uomini (di Seluci e di Latronico).

I tre casi iniziali che fecero esplodere l’allarme tremolite, invece, portarono al decesso l’8 agosto del 2000 di un pastore di 87 anni Castelluccio Superiore; il 2 maggio 2001 di un uomo di 51 anni cresciuto nella zona Cupone di Seluci, che aveva svolto l’attività di muratore ma si era occupato anche di pastorizia. Si scoprì che la stalla di sua proprietà era stata costruita proprio con calce e rocce di colore verde. Infine, a maggio del 2002, si spense una donna di 78 anni di Seluci che contemporaneamente all’attività di casalinga si era dedicata anche alla piccola pastorizia. A conferma che la situazione è seria e non va sottovalutata tempo fa la Regione ha concesso altri 5 milioni di euro (fondi Por) per la messa in sicurezza delle strade sterrate comunali lungo le quali sono stati riscontrati affioramenti di rocce verdi.

Ma il pericolo maggiore, a sentire gli addetti ai lavori, è rappresentato dalle cave. La più grande si trova a Chiaromonte, in contrada «Pietrapica». Altre cave di amianto sono presenti a Latronico, Castelluccio Superiore, Episcopia e Viggianello. Scavate da imprese o privati non sono mai state messe in sicurezza. Inoltre l’area degli affioramenti è risultata molto più ampia di quella iniziale che era limitata solo alla frazione Seluci di Lauria e al Comune di Castelluccio Superiore. Successivamente, infatti, affioramenti di tremolite sono stati accertati anche a San Severino Lucano, Viggianello, Terranova del Pollino, Chiaromonte e Castelluccio Inferiore.

Di recente anche Episcopia è stata inclusa nella mappatura degli affioramenti, ma qui i lavori per la messa in sicurezza delle strade non sono ancora partiti. Quanto alle attività del piano di sorveglianza epidemiologico- sanitaria, per ora lo screening riguarda solo gli abitanti di Seluci e Castelluccio Superiore, poco più di 2000 persone. Ci si chiede se non sia opportuno estendere lo screening anche ai cittadini degli altri centri interessati dagli affioramenti.

PINO PERCIANTE
la gazzetta del mezzogiorno



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